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Crisi idrica, parte l'attacco del Pd ad Acea con la campagna "Non lavartene le mani"

mau melROMA (politica) - Ieri pomeriggio la riunione a Guidonia

ilmamilio.it

Nella giornata di ieri l’attivo del Partito Democratico della Provincia di Roma ha deciso di dare vita ad una campagna di mobilitazione straordinaria di denuncia della grave situazione di emergenza idrica che sta vivendo il nostro territorio (LEGGI l'articolo di ieri).

"Le responsabilità maggiori di questo stato di emergenza - scrive il segretario provinciale del Pd, Rocco Maugliani, su Facebook - sono in primo luogo attribuibili ad ACEA e ad una gestione del servizio idrico da parte di un managment che ha fatto dell’inadeguatezza e dell’arroganza i tratti distintivi del proprio operato. Il 44,9% dell’acqua di cui dovrebbero usufruire i cittadini dei nostri territori si disperde in condotte fatiscenti e mai ammodernate da un’azienda che negli ultimi anni ha compiuto scelte discutibili ed unilaterali, finalizzate quasi esclusivamente ai propri utili e mai tese ad assicurare un servizio di qualità, che sarebbe dovuto passare per l’investimento nella costruzione di strutture più moderne.

I continui guasti dai quali sono conseguiti centinaia di disservizi per i cittadini , i razionamenti dell’acqua già avvenuti nei mesi scorsi in molti comuni, le captazioni selvagge nelle nostre sorgenti che hanno avuto l’episodio più grave nella vicenda del lago di Bracciano, nato fra l’altro come riserva idrica e utilizzato invece alla stregua di una sorgente vera e propria con le conseguenze nefaste oramai sotto gli occhi di tutti, magistratura compresa, con le ventilate ipotesi di disastro ambientale che hanno indotto la Regione Lazio a bloccare le captazioni, sono un emblema del modo in cui l’azienda ha gestito il servizio in questi anni e negli ultimi mesi in particolare.

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Ora questi signori incapaci, con la complicità del comune di Roma, azionista di riferimento di ACEA Ato 2, e del suo sindaco confuso, senza che sia stata convocata con urgenza la conferenza di Ambito, fissata dalla Raggi il 22 Settembre, dopo aver disertato la riunione del 28 Luglio, in barba a tutti i sindaci della provincia che le avevano fatto richiesta di accelerare, si apprestano probabilmente a comunicare un aumento delle tariffe per i comuni della città metropolitana che si potrebbero anche vedere razionare l’acqua in maniera massiccia a partire da Settembre, in modo da far trovare decine di amministrazioni comunali di fronte al fatto compiuto, senza nemmeno che ci sia stata una sede di discussione o di confronto con i rappresentanti democraticamente eletti delle nostre comunità. Quelli che abitano in provincia però non sono dei cittadini di serie B e Virginia Raggi è anche sindaco degli altri 120 comuni della città metropolitana, anche se ancora confonde Guidonia con Genzano.

A partire dai prossimi giorni, e nelle settimane che verranno fino a quando , come nella vicenda dei rifiuti e della discarica sulla quale sono dovuti tornare indietro, non impediremo questo nuovo scempio , noi saremo fra la gente, nelle piazze, sul web, nei consigli comunali, nelle istituzioni tutte in ogni luogo per difendere il nostro territorio e la sua popolazione. Lanceremo una petizione popolare contro ACEA e la sua gestione del servizio idrico e promuoveremo una risoluzione da far approvare in tutti i consigli comunali e nel consiglio metropolitano per indurre ACEA e il comune di Roma a modificare le proprie politiche fallimentari in modo che chi gestisce il servizio lo faccia finalmente nell’interesse dei cittadini, approvando un cronoprogramma serio per la risoluzione dello stato di crisi da sottoporre alla Conferenza di Ambito. Abbiamo chiamato questa campagna di mobilitazione “Non lavartene le mani” perché l’acqua è un bene primario per i cittadini e la sua gestione è un problema che riguarda tutti noi e dal quale non abbiamo nessuna intenzione di chiamarci fuori".