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Da Ciampino al Festival di Venezia: Stefano Tricarico nel film “Mò vi mento - Lira di Achille” con Tony Sperandeo

ITALIA (attualità) - Una divertente commedia con un cast di attori di livello

ilmamilio.it 

Un pizzico di Ciampino sbarca a Venezia grazie all'attore Stefano Tricarico, tra i protagonisti del film ‘Mò vi mento - Lira d'Achille’ dove interpreta il ruolo dell'avvocato Del Mazzo. Il film sarà proiettato il 31 agosto nel corso di una vetrina parallela al Festival di Venezia. Nel cast la presenza di attori del calibro di Tony Sperandeo, Alvaro Vitali, Andrea Roncato, Rocco Ciarmoli e Adolfo Margiotta.

“Mò vi mento -Lira di Achille", per la regia di Stefania Capobianco e Francesco Gagliardi, ha una trama del tutto particolare, sullo sfondo l’Italia multietnica dove politici, preti, avvocati, vigili urbani, carabinieri e secondini sono più facilmente cinesi che italiani. Un Paese popolato da furbastri che le pensano tutte per fare soldi, con risultati tragicomici, giacché quando il dramma si esaspera, diventa farsa, teatro di una triplice caccia: al potere, ai soldi, all’amore; perché se la politica va a braccetto con il denaro e il denaro fa girare il mondo, l’amore è nato assai prima del denaro.

Elena Guarracino, erede di una multinazionale di profilattici, dovrebbe sposare Achille Alfresco, presidente del neonato “Mò Vi Mento – Lira di Achille”. Il dovrebbe è maiuscolo perché sono all’ennesimo tentativo, con lei colta da svenimento ogni volta che arriva il testimone dello sposo, cioè il terzo uomo del triangolo, colui che Elena realmente ama: Massimo Della Bozza, altro nome che include un destino, scrittore fallito che non riuscirebbe a farsi pubblicare neanche il proprio necrologio. Mentre l’ingenuo Massimo è intelligente ma non furbo, Achille è doppiamente furbo, infatti, come molti politici, credeva fermamente che la verità della politica fosse la bugia! Ed è per questo che cominciò a mentire a tutti, scrivendolo addirittura nel logo del suo partito: Mò Vi Mento, appunto per la coerenza; Lira di Achille, senza apostrofo, per uscire dall’euro e far tornare la lira in Italia.

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Il trio diventa presto un quartetto con il poco promettente killer Carlo Spampanato, un imbranato che non sa ammazzare neanche il tempo! Ma non basta, perché la mamma dei cretini è sempre on-line e dunque ai summenzionati si aggiungono Giuliana, “matrigna” di Elena, compagna di Carlo, sempre bisognosa di denaro per i lifting e sua figlia Lucia, cieca come una talpa, amante del promesso sposo Achille. Insomma, l’ignara Elena è vittima di un complotto di famiglia nel quale tutti la vogliono morta eccezion fatta per Massimo, che si strugge d’amore per lei mentre al contempo è corteggiato, spudoratamente, da Cinzia, proprietaria del monolocale in cui lui alloggia, giovane e bella ma ignorante come una mattonella: crede infatti che il Riccardo III di Shakespeare sia un sequel! E se non vi basta, ecco il Guercio, un killer con un occhio di vetro, che sopraggiunge all’inconcludente Carlo grazie al losco Avvocato Del Mazzo, Stefano Tricarico, e ancora la famiglia Quagliano, che veste il tricolore, Italia, Viviana e il Sindaco Michele, un bizzarro politico, che per un equivoco crede di essere il destinatario dell’attentato in realtà diretto ad Elena; il Camaleonte, un misterioso killer, questo sì reale e pericoloso, incaricato dagli alti poteri occulti della lobby di neutralizzare Achille, poiché con la sua battaglia anti-euro e quindi con il ritorno della lira in Italia, provocherebbe il crollo dei paesi che sull’Euro speculano. E poi ancora tanti e tanti cinesi che conoscono il Vesuvio meglio della segretaria di Elena, Asia, che considera i centri commerciali più interessanti.

Ed è proprio con questa agguerrita delegazione asiatica che viene dalla Cina con furore, che dovrà fare i conti l’ignara vittima designata Elena, poiché l’unico mini-preservativo fallato uscito dalla sua azienda è andato a finire a Shanghai, causando una gravidanza non desiderata alla segretaria del Sindaco, con conseguente causa risarcitoria contro l’azienda di Elena.

Tutti questi personaggi e la loro congerie di complotti, amori inconfessati, meschinità segrete e imbecillità palesi, convergono nel pirotecnico finale, durante l’ennesimo matrimonio fra Elena e Achille, in una girandola di equivoci dove solo il Caos, alla fine, riuscirà a mettere tutto in ordine, dando a ciascuno il suo, poiché, come dice Massimo: “L’amore è cieco e gli innamorati non possono vedere le stupidaggini che commettono”. E siccome la battuta l’ha fregata a Shakespeare, potete fidarvi.

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