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Rocca di Papa, nomina Danilo Romei: Crestini si scaglia contro Calcagni & C.

ROCCA DI PAPA (politica) - Il durissimo scontro di Ferragosto

ilmamilio.it

Uno scontro tutto agostano, col sindaco Crestini che si scaglia contro le accuse "a salve" che arrivano dal gruppo "Voi con noi" e da qualche altro consigliere aggregato e, a quanto pare, senza più gruppi di riferimento. Al momento.

Il sindaco si rivolge proprio a loro.

"Egregio presidente del Consiglio Calcagni,
Gentili consiglieri Pucci e Lorenzo Romei,

con sorpresa apprendo di vostre nuove accuse all’amministrazione di cui sono sindaco, riguardo la nomina di assessore del consigliere Danilo Romei.

LEGGI Rocca di Papa: è Danilo Romei il nuovo assessore ai Servizi sociali. Come aveva detto ilmamilio.it

Le motivazioni del vostro attacco appaiono labili e generiche.

La cosa singolare è che condannate Danilo Romei senza appello, per un cambiamento di schieramento, che è, né più e né meno, quello che avete fatto voi – ciascuno di voi – nell’ambito del Consiglio Comunale.

Se era legittimo il vostro cambio di casacca, perché ora accusate altri di quello che – ben prima – avete fatto voi tre?

Un agire che dovrebbe far riflettere i diretti interessati, anziché porre l’attenzione sul neo assessore: i cambi di casacca politica della consigliera Pucci, con una dichiarata appartenenza al Pd, per cui si è presentata alle elezioni, seguita da un secondo e poi terzo posizionamento, con il sorprendente slancio politico da Articolo 1-MdP a Liberi e Uguali; oppure la stentorea dichiarazione del presidente del Consiglio di appartenenza politica al partito politico Lega-SalviniPremier, provenendo dal movimento Insieme per Rocca di Papa, per poi dichiararsi promotore del presunto – ed illegittimo – Gruppo Voi con Noi ed il successivo passaggio nelle file dell’opposizione locale; per non parlare della fumosa scelta del consigliere Lorenzo Romei di abbandono della maggioranza, con il passaggio dal movimento Insieme per Rocca di Papa allo pseudogruppo Voi con Noi. I signori sì che se ne intendono, di cambi di casacca!

 

 

 

 

 

 

Ma c’è di più: alla dialettica politica, anche aspra, visto che prediligono i toni apocalittici, affiancano un discutibile compromissione istituzionale dei loro ruoli.

Ed ecco che il residente del Consiglio, che dovrebbe essere la massima espressione di imparzialità, parteggia apertamente in Consiglio Comunale per un gruppo politico, a cui egli stesso appartiene, dall’alto del suo ruolo istituzionale.
Così facendo scredita il suo ruolo, quello che rappresenta e scredita quindi tutto il Consiglio comunale.
Il Presidente del Consiglio, Massimiliano Calcagni, preferisce alzare il tono della voce invece di ascoltare, è abituato a considerare certe le sue convinzioni e nulle le posizioni altrui.

Ecco, da queste premesse si originano gli attacchi alle persone, in queste condizioni si antepongono i propri interessi personali a quelli delle istituzioni. Un esempio: se il presidente del Consiglio, eletto nella maggioranza che ora contrasta, fosse coerente, dovrebbe dimettersi.

Il dissenso politico, nel suo caso, viene dopo la poltrona (e i soldini che prende per il suo ruolo).

Allora, per fare chiarezza, cominciamo a rimettere la politica di Rocca di Papa nei binari del pieno rispetto delle istituzioni, l’esempio potrebbe venire proprio da questi consiglieri che a parole lo invocano, ma poi nei fatti lo tralasciano.

Il presidente del Consiglio Comunale, solo per fare un esempio, persiste nell’infrangere l’articolo 6 del Regolamento del Consiglio stesso, convocando gruppi illegittimi. A tal proposito, nell’ottica di garantire la più ampia trasparenza nei vari processi istituzionali, nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 luglio scorso, ho chiesto un chiarimento al Presidente del Consiglio del perché, sia nelle dichiarazioni di voto che nelle convocazioni dei capigruppo, ancora insista nel considerarli (ed è forse del tutto casuale che egli stesso appartenga a uno di questi gruppi).

A tali quesiti ha risposto evasivamente, ma nei fatti ha continuato nei suoi comportamenti contro legge.

Un modus operandi, quindi, che in sostanza impedisce sistematicamente un sano confronto in aula consiliare, anche in merito a tale questione, togliendo la parola ai consiglieri che intendono parlarne, instaurando conseguentemente un clima che non si stenta a definire antidemocratico ed iniquo.

Noi non abbiamo alcun timore di confrontarci, anche con i nostri oppositori più accaniti, ma il confronto si deve fare nel rispetto delle regole.
Si chiama Democrazia.

Con viva cordialità.
Emanuele Crestini, il Sindaco".

doffizi

Nelle ore precedenti, lo stesso sindaco aveva pubblicato un enigmatico ma a questo punto diretto post intitolato "il raglio dei somari" che, in tutta franchezza, sembra lasciare davvero poco spazio ad ulteriori interpretazioni politiche.

"A Rocca di Papa i somari non ci sono più da tempo, ma paradossalmente si sente ancora ragliare.
Chi sarà? Ci siamo chiesti incuriositi.

Non siamo riusciti a capirlo, abbiamo percepito però un indistinto chiacchiericcio fatto di parole grosse, allusioni e nefasti presagi proveniente dagli sparuti banchi della minoranza del Consiglio Comunale.

Una parte della minoranza che non riesce proprio a farsi opposizione. Strilla, strepita, usa parole fuori posto, ma mai un ragionamento politico, un’idea basata sul senso sociale delle scelte, una proposta che abbia un minimo di dignità operativa.

L’ultima insinuazione è per Danilo Romei, un consigliere che ha deciso di passare con la maggioranza. Una persona che ha scelto di fare l’esatto opposto di chi ora lo accusa di trasformismo.

Sono gli stessi che prima si sono schierati per la maggioranza e poi hanno scelto di defilarsi (Voi con noi?, ndr). Legittimo certo, ma allora perché non dovrebbe essere legittimo il percorso di chi ha scelto di farlo in direzione opposta?

Misteri della politica. E mentre questi consiglieri (personaggi così oscuri che non vale la pena neanche di nominare) si autocompiacciono nei loro piagnistei autoreferenziali.

L'amministrazione comunale ha formalizzato l’acquisizione del Centro equestre del Vivaro al patrimonio comunale: un’operazione da più di nove milioni di euro! (€9.224.000) Di questo non parlano. È ferragosto, lasciamoli giocare".