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Il Parco dei Castelli Romani: "Scarti alimentari abbandonati, un pericolo per l’uomo e per gli animali"

CASTELLI ROMANI (attualità) - Rinvenuti dopo un monitoraggio dell'Ufficio Ambientale

ilmamilio.it - comunicato stampa

Durante un giro di monitoraggio sul territorio, effettuato dai tecnici dell’ufficio tutela ambientale, è stato riscontrato un quantitativo di frutta e verdura riversato vicino al bordo stradale. All’interno di un’area naturale protetta, popolata da diverse specie di fauna selvatica, tra cui i cinghiali, il cibo lasciato in prossimità di strade trafficate rappresenta un serio pericolo sia per gli animali che per l’uomo. L’argomento è stato già ampiamente trattato in passato, tanto che il Parco aveva invitato i Comuni dell’area a emanare delle ordinanze con il divieto di lasciare cibo in strada e in prossimità di abitazioni vicine ai boschi, per non attirare gli animali ed evitare incontri ravvicinati con le relative conseguenze. Alcuni Comuni dell’area lo hanno già fatto, altri devono ancora provvedere. 

Gli animali attratti dalla presenza di cibo si avvicinano incuranti del pericolo che corrono, creando grossi problemi in particolare agli automobilisti. Le ore notturne sono quelle ritenute più a rischio sia per la mancanza di luce che limita la visibilità delle strade, sia perché di notte escono allo scoperto con più facilità essendo il momento della giornata in cui c’è meno gente in giro e meno rumore dal quale solitamente scappano impauriti.

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Il Parco dei Castelli Romani ha tra gli obiettivi prioritari la tutela della fauna selvatica, elemento di fondamentale importanza per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema in un’area naturale protetta, dove però la forte antropizzazione rende complicata la convivenza tra uomo e animali. Una delle problematiche principali è legata proprio agli incidenti che si verificano quando gli animali si avvicinano alle strade in cerca di cibo. Lasciare scarti e rifiuti di qualsiasi genere alla loro portata significa aumentare il rischio di impatto perché il loro istinto potrebbe indurli ad attraversare strade piuttosto trafficate dove gli automobilisti procedono anche a velocità elevate. Il foraggiamento artificiale della fauna selvatica è inoltre sconsigliato in quanto aggregando gli animali, aumenta il rischio significativo di trasmissioni di malattie, che possono sfociare in situazioni epidemiche. 

Sradicare certi atteggiamenti, dettati la maggior parte delle volte più dalla superficialità e mancata consapevolezza dei rischi nei quali si incorre, è tutt’altro che semplice. Una corretta informazione e formazione in particolare dei più giovani, sono gli unici strumenti che potranno portare in futuro ad un effettivo cambiamento nei confronti delle problematiche relative all’ambiente.