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Mdp critico: nomine al CDA Velletri Servizi, dove sta andando il Pd Velletri?

mdpVELLETRI (politica) - Una nota da parte del movimento dopo le decisioni dell'Assemblea dei soci della S.p.a.

ilmamilio.it - comunicato stampa

Abbiamo appreso in queste ore che l’Assemblea dei Soci della Velletri Servizi S.p.A. ha designato due componenti per il Consiglio d’Amministrazione della nostra municipalizzata.

Articolo Uno MDP Velletri esprime ai nuovi amministratori i migliori auguri di buon lavoro, consci della difficoltà di tale incarico.

Ciò detto, in una prospettiva politica e istituzionale Art. 1 MDP Velletri non può che esprimere profonda preoccupazione per il merito e il metodo con la quale è stata effettuata questa scelta. In primo luogo, MDP Velletri deve ricordare che, ai sensi dell’art. 11, comma 2, del decreto legislativo n. 175 del 2016 (c.d. Testo unico delle società a partecipazione pubblica), “L'organo amministrativo delle società a controllo pubblico è costituito, di norma, da un amministratore unico”. Secondo il successivo comma 3, qualora l’Ente voglia attribuire a un collegio di tre o cinque componenti l’amministrazione della Società partecipata, si deve provvedere a seguito di “delibera motivata con riguardo a specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto delle esigenze di contenimento dei costi”, delibera che deve essere “trasmessa alla sezione della Corte dei conti competente”. Lo stesso Statuto della Società, recentemente riformato, all’art. 24 prevede che essa è amministrata, in conformità alle previsioni di legge sulle società pubbliche, da un amministratore unico o, previa deliberazione dell’assemblea motivata da specifiche ragioni di adeguatezza, da un CDA composta da un numero di tre o di cinque componenti”.

Ebbene: a fronte della perdurante esigenza di ridurre i costi di gestione della Velletri Servizi S.p.A., Art. 1 MDP Velletri è davvero curioso di capire se e in che modo l’Assemblea sociale ha motivato la scelta di deviare dalla regola dell’Amministratore unico. La “cultura di governo” e “riformista”, troppe volte sbandierata, avrebbe forse suggerito un diverso orientamento.

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In secondo luogo, non si potrà né vorrà ignorare che uno degli amministratori designati è espressione di un partito di minoranza. A tal proposito, Art. 1 MDP non è affatto contrario, in linea di principio, a condividere in maniera bipartisan alcune scelte di politica cittadina, specie se orientate a riforme di sistema, che meritano di essere sostenute dal più ampio ventaglio possibile di forze politiche.

Ciò che, invece, contestiamo con forza è che la designazione dei componenti del CDA non sia stata preceduta da alcun confronto all’interno della maggioranza. Non solo non ci è stato chiesto di condividere l’indicazione delle persone chiamate a un ruolo di tale rilievo per l’Amministrazione, ma nemmeno ci si è premurati di anticipare questa scelta, che abbiamo appreso solo ex post.

Ci viene da chiedere, allora, se tale vicenda non rappresenti un elemento sintomatico delle scelte politiche che stanno maturando all’interno del Pd Velletri, che ci sembra orientato ad abbandonare la maggioranza che per 10 anni ha sostenuto il Sindaco Servadio per approdare ad alleanze simili a quelle che già altrove si stanno sperimentando nel Lazio: l’alleanza tra Pd e forze di centrodestra. e è questo che il Pd Velletri vuole, lo si dica a voce alta, assumendosi le responsabilità di questa scelta. Se, invece, si vuole continuare a credere nella forte alternativa del centrosinistra per il governo della Città, si proceda con i fatti e non con le chiacchiere.

Firmato:

Giorgio Fiocco, Daniele Ognibene, Sabina Ponzo, Roberto Leoni, Stefano Pennacchi, Giulia Ciafrei