I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

L'etica libera la bellezza, straordinario murales sulle case Ater di Pavona

murales pavona donnaPAVONA (attualità) - Prosegue il progetto avviato nei mesi scorsi

ilmamilio.it

piu copiato bis

Continua a Pavona, frazione di Albano Laziale e Castelgandolfo il progetto dei Murales della Legalità, realizzato grazie al supporto attivo dell'ATER (Case Popolari) della Provincia di Roma, la Parrocchia Sant'Eugenio, FARE Castelli, Comitati di Quartiere di Albano e Coltura Politica. Il murales realizzato a Pavona dall’artista spagnola Leticia Mandragora per Libera sulla facciata delle Case dell’ATER della Provincia di Roma, raffigura un volto di donna come metafora della bellezza che vince sul degrado.

La citazione alla base del muro - “l’etica libera la bellezza” - racconta di una storia d’amore, di un uomo che per tutta la vita ha praticato l’etica e che in punto di morte chiede ai figli di comprare un fiore perché era l’anniversario di matrimonio e quel fiore, che gli ricorda la bellezza del suo amore, serviva a dire alla sua sposa che le voleva bene.

La bellezza è spesso stata al centro delle iniziative di Libera in contrapposizione al degrado sociale e urbanistico provocato dalla criminalità organizzata. Peppino Impastato, i giornalista ucciso dalla mafia in Sicilia,  diceva: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».