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Fusione nucleare, i 5 stelle sul DTT: "Avanti col progetto del Centro Enea di Frascati. Finanziamenti a rischio"

FRASCATI (attualità) - Porrello, Lombardi e Dessì: "Bene ha fatto Zingaretti a scrivere ai presidenti di Puglia e Abruzzo"

ilmamilio.it - comunicato stampa

Divertor tokamak test facility: mentre in casa del Pd si resta allo scontro in atto, attraverso il Tar, tra le Regioni Lazio (assegnataria del progetto nel Centro Enea di Frascati), Puglia ed Abruzzo, il Movimento 5 stelle chiede il superamento delle attuali difficoltà. E, sulla scorta della risoluzione 8/00231 della X commissione della Camera dei Deputati datata 6 aprile 2016 e con primo tra 6 firmatari del Movimento Davide Crippa, spinge per il proseguimento del progetto per così come definito.

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"Restiamo convinti – dicono il senatore Emanuele Dessì, il vice presidente del Consiglio regionale Devid Porrello e la consigliera Roberta Lombardi – della bontà e dell’importanza del progetto del DTT soprattutto una volta che sono state fatte le verifiche richieste dalla risoluzione dell’aprile 2017, in particolare in termini di finanziamenti e di strategicità. Siamo favorevoli, come già ampiamente esplicitato, allo sviluppo della ricerca nell’ambito del cosiddetto “nucleare pulito” purché questa non sottragga tutte le ricorse disponibili che invece devono essere impiegate anche in altri ambiti energetici. Siamo convinti peraltro che il Centro Enea di Frascati, così come d’altra parte disposto dalla commissione che in aprile ha giudicato i 9 siti candidati ad ospitare il progetto, sia la migliore soluzione possibile".

"E’ bene evidenziare che a fronte di un investimento di 500 milioni, per almeno un terzo di provenienza privata, Enea stima un ritorno sul territorio di almeno quattro volte tanto. Speriamo che si esauriscano le assurde beghe tra correnti del Partito democratico e concordiamo con Zingaretti quanto, rivolgendosi ai presidenti di Puglia ed Abruzzo (Regioni che avevano candidato i siti di Brindisi e Manopello, secondo e terzo classificati), auspica un passo indietro da parte di queste ultime. Il rischio concreto è difatti quello di perdere il progetto ed i relativi finanziamenti e che lo stesso possa addirittura lasciare l’Italia”.