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"Caro segretario dem di Frascati, sono informati i vertici territoriali del PD di....!?"

FRASCATI (politica) - Nota fortemente critica da parte di alcuni componenti del direttivo cittadino

ilmamilio.it - comunicato stampa

liberi scrivere 10

Dai membri del Direttivo PD di Frascati: Irene Calicchia, Paolo Celentano, Chiara d’Orazio, Flavio Pagnozzi, Donatella Perissi riceviamo e pubblichiamo.

"Caro Segretario,

come membri del direttivo del Circolo PD di Frascati, democraticamente eletti all’ultimo congresso di settembre 2017, abbiamo deciso, non senza estremo rammarico, di denunciare la grave malattia di cui questo Circolo soffre. Lamentata più o meno esplicitamente da diversi anni, da tanti ex e non, che, come noi ora, avevano scelto di militare all’interno di questo partito con la speranza di portare un proprio contributo oggettivo e qualitativo, e dei quali oggi riusciamo a comprendere gli immensi e pressoché inutili sforzi fatti. In questo momento molto delicato per il Partito ci rendiamo conto che l’unità è importante, ma...

La malattia di cui parliamo è il metodo con cui, a Frascati, il Partito, democratico solo per definizione, viene gestito dal Segretario e dai membri della maggioranza di direttivo. Una gestione che a circa 9 mesi dal Congresso ci vede ancora ignari:

  • della situazione economico-finanziaria del circolo, nonostante il rendiconto sia stato richiesto sin dall’insediamento del nuovo direttivo e più volte, l’ultima in forma scritta. Le ricordiamo, Segretario, che il rendiconto 2017, di cui parliamo, deve essere portato in approvazione. Siamo a giugno e dello stesso nessuna traccia.
  • del Regolamento del circolo di Frascati, dell’esistenza del quale, fino ad oggi, abbiamo solo sentito parlare, senza, peraltro, avere avuto la possibilità ed il piacere di leggerlo, non dubitando che sia stato elaborato in ossequio ai principi fondanti del Partito e, quindi, in linea con lo Statuto Regionale.

I Direttivi sin qui svolti, da Lei diretti in forma di monologo e nel corso dei quali non si sono approfonditi argomenti, politici od amministrativi, sono stati solo l’occasione per apprendere di iniziative, decise, evidentemente, in sedi ed occasioni estranee ai Direttivi stessi.

Ad aggravare questa malattia è stata la Sua scelta, Segretario, di due settimane fa, di delegittimare definitivamente con un lapidario messaggio Whatsapp il Direttivo, Organo democraticamente eletto, sostituendolo con una segreteria, che pur attingendo dal Direttivo, è costituita da un numero di membri pari quasi alla meta dei componenti dello stesso, ma non ne vede rappresentate tutte le anime.

“Buongiorno a tutti. Ho deciso stasera di non riunire il Direttivo quanto la Segreteria del Circolo. Sarete messi al corrente delle attività nei dovuti modi e convocati seguendo la prassi nei tempi previsti. Felice giorno e a presto, L.”.

Come membri del Direttivo, non siamo ancora stati informati delle attività in programma, tantomeno convocati per conoscere il perché della sua scelta, con cui, caro Segretario, lei ha reso vano il principio ispiratore del Partito Democratico che incentiva, anzi affida, alla partecipazione “di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico…”.

Caro Segretario, ricordiamo a noi stessi che, secondo lo Statuto del PD della Regione Lazio e a proposito dell’organizzazione interna dei circoli territoriali:

“Sono organi dei circoli territoriali: il Segretario, il Tesoriere, il Direttivo, l'Assemblea degli iscritti”; tra gli organi, non viene menzionata una segreteria che, semmai, può coesistere con il Direttivo e non sostituirlo, proprio perché quest’ultimo rappresenta l’organo decisionale democraticamente eletto.

“Il tesoriere è eletto dalla maggioranza dei componenti del direttivo”; non ci risulta che per il tesoriere da Lei indicato sia stata seguita tale procedura.

petra febb2018

 

 

 

 

 

 

Altro punto spinoso, i verbali delle attività svolte.

In nove mesi, un solo verbale, su un argomento a Lei caro, solo perché occorreva formalizzare al Collegio dei Probiviri una segnalazione di un presunto comportamento scorretto di un iscritto. Peccato che non si ottenne l’unanimità desiderata e che dell’esito di questa segnalazione, ad oggi, non c'è notizia.

Caro Segretario, per il Partito Democratico non esistono Direttivi Chiusi e Direttivi Aperti, come lei ha al contrario sempre sottolineato, proprio perché democratico.

Sempre secondo lo Statuto Regionale, “tutti gli elettori possono partecipare, senza diritto di voto, all'attività dei circoli”; chiamarli a partecipare solo ai banchetti di piazza e non all’attività propositiva degli organi statutari, ha costituito, a nostro avviso, uno degli errori che ha condotto il partito ai recenti risultati. Da quando siamo divenuti il partito delle Primarie Aperte e dei Direttivi Chiusi? E soprattutto, in quale ottica strategica si collocano questi ultimi è per noi un vero mistero.

Caro segretario lo Statuto del PD prevede che è il Direttivo del Circolo ad affiancare il Segretario nella promozione, nell’elaborazione e nello sviluppo delle attività del Circolo ed è organo esecutivo degli indirizzi politici espressi dall’Assemblea. Già, gli indirizzi politici sono espressi dall’Assemblea e votati dal Direttivo, e non dal Capogruppo in Consiglio Comunale. Non si stupirà, quindi, se ai gazebo ed alla iniziative del partito abbiamo raramente partecipato. Come si fa a prendere parte in qualcosa, di cui parte non si è?!?

Eppure, Lei dovrebbe essere consapevole dei nostri tentativi. Nella prima riunione di Direttivo, e non solo nella prima, proponemmo di formare delle Commissioni di Lavoro, composte da dirigenti e iscritti, che potessero supportare e orientare l’attività della nostra rappresentante in Consiglio Comunale. Nessuna risposta. In nove mesi una sola commissione di lavoro, almeno ufficiale, in tema gestione rifiuti da portare all'attenzione dell’amministrazione e della nostra città. L’elaborato finale di tale commissione è ancora nel cassetto. Il Direttivo non ne sa nulla.

Caro Segretario, visto inoltre il suo repentino dirottamento da renziano della prima ora a zingarettiano dell’ultima, ci teniamo a ricordarle, qualora le fosse sfuggito, che il presidente Nicola Zingaretti ha ampiamente dimostrato, con i fatti, di essere per la trasparenza e per la partecipazione all’interno del Partito Democratico, riconoscendo l’importante ruolo delle minoranze. Concetti a lei completamente estranei.

In ultimo, e non meno importante, in merito alle recenti vicende che hanno coinvolto l’amministrazione cittadina, vogliamo ribadire, due concetti già espressi con comunicato stampa a firma di Porte Aperte:

  • “Attendiamo le evoluzioni di questa mini-crisi da spettatori, sperando che la soluzione sia trovata nell'esclusivo bene della città.” Già, da spettatori. Questa doveva bastarle come smentita alle insinuazioni apparse su un articolo della testata Il Mamilio che dava probabili in maggioranza Chiara d’Orazio e Paolo Celentano, membri del Direttivo e non della sua Segreteria. E poi ci permetta… prima non ci coinvolge e poi ci chiede le smentite?
  • “Il dubbio che abbiamo è se ci troviamo di fronte all'ennesimo gioco di ricatti e ricerca di posizioni che alcuni personaggi storici di Frascati, sono abituati, da sempre, a portare avanti, anteponendo i propri interessi a quelli dei cittadini.” Personaggi storici, che furono sindaci per due mandati e responsabili della situazione in cui versa la nostra città, che sembrano ultimamente molto vicini a lei e alla sua maggioranza interna. Vicinanza di cui abbiamo notizia non certo grazie a Lei, né tantomeno dall’interno della sede del partito e vicinanza che sin da ora respingiamo, qualora dovesse diventare una “collaborazione ufficiale”.

Per concludere, caro segretario, non siamo noi che non la riconosciamo, è lei che riconosce solo sé stesso, il timbro della sua voce e quello dei suoi fedelissimi, non avendo mai aperto a un serio dibattito e confronto interno in un momento in cui era ed è necessario e urgente l’esatto contrario.

L’epoca dell’IO del Partito Democratico è terminata, come dimostra il vostro repentino mutamento di rotta, sopra ricordato, siamo all’epoca del NOI e soprattutto del rispetto dei principi fondanti di questo partito, delle sue componenti democraticamente elette e dei suoi iscritti.

Sappiamo perfettamente che di queste beghe la città non ne può più, sappiamo che gli elettori di un partito in queste condizioni vorrebbero essere coinvolti, ascoltati, vorrebbero partecipare, sappiamo che ai cittadini occorrono risposte concrete ai problemi e disservizi che attanagliano la nostra città, ma al contempo siamo consapevoli che un partito così non può funzionare. Non vogliamo essere complici della Sua linea suicida. Ascoltando realmente le grandi personalità del Partito Democratico che sottolineano la necessità di un cambio di rotta e di un mutamento nel modo di fare autoreferenziale e chiuso, chissà se allora a Frascati riusciremo ad avere davvero un Partito Democratico...

I vertici territoriali del partito sono informati di tutto cio’!?"