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“Aegon, ucciso da un lumachicida”. La morte di un cane e l’appello per evitare le vendita libera dei veleni

MONTE PORZIO CATONE (attualità) – La tragica esperienza di Sarah Cecchinelli e del cane da lei affidato: “Evitiamo che anche i nostri bambini siano in pericolo”

ilmamilio.it 

Sarah Cicchinelli è la referente comunale per il randagismo del comune di Montecompatri. Collabora da anni con le associazioni dei Castelli romani al fine di aiutare adozioni, segnalare problemi, intervenire sulle emergenze del territorio. Di recente è stata colpita da una tragica esperienza di avvelenamento che ha visto perire, purtroppo,“Aegon”, un cane amatissimo. Sarah è impegnata da giorni per far firmare una petizione online al fine di dire no alla vendita libera dei veleni. Nocivi non solo per gli animali, ma potenzialmente anche per un bambino.

“É accaduto di sabato, dopo una giornata impegnativa – racconta Sarah - squilla all’improvviso il telefono: "Sarah corri Aegon sta male, ho paura lo abbiano avvelenato!". Monto in macchina di corsa e vado da lui, a Monte Porzio Catone. La scena che mi si prospetta è terribile. Il cucciolone di 11 mesi che ho affidato ai miei amici è in preda a terribili convulsioni, brucia e sbava. Lo portiamo di corsa alla clinica Castelli romani. Due veterinari immediatamente ci aiutano a scaricare il cane, flebo, prelievo, lavanda gastrica. Il tempo sembra scorrere veloce fino a che non sentiamo la macchina che misura le pulsazioni del cuore bloccarsi e la voce tremante della dottoressa: "Adrenalina è in arresto!". Aegon è steso inerme, intubato e per oltre 15 minuti e il dottore ha cercato di rianimarlo. Quando è appena passata la mezzanotte, Aegon, un cucciolone di 11 mesi e 7 giorni non c'è più”.

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“Dopo aver ritrovato un po' di ragione – ricorda Sarah - il dottore ci ha detto che è stato avvelenato con dosi massicce di metaldeide, un lumachicida in libera vendita. Letale per animali e persone. Un brivido ci percuote la schiena: in casa degli affidatari vive un bambino di tre anni. Ho chiesto i certificati con il contenuto gastrico da consegnare all'Istituto zooprofilattico. Vorrei ringraziare lo staff della clinica e l'istituto. Partirà la denuncia, purtroppo verso ignoti, ma vorrei sensibilizzare l'opinione pubblica nel comprendere la pericolosità di tali eventi”. “Aiutateci ad avere giustizia – conclude Sarah - aiutateci a cambiare le cose firmando la nostra petizione. Tenete sempre gli occhi aperti! Oggi un bambino di tre anni cerca il suo cane, che non tornerà mai più”.

Un appello motivato dal cuore, ma anche dalla ragione di chi si preoccupa per gli altri, affinché non si ripresentino più casi come quello di Aegon. Potenzialmente pericolose anche per un uomo o peggio ancora per un bambino.

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