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Frascati, crisi di maggioranza: Mastrosanti fa i conti, "c'eravamo tanto amati", il toto-nomi e il tutti contro tutti

FRASCATI (politica) - A due giorni dalla riconsegna delle deleghe tante le ipotesi sul tavolo: dal rimpasto all'allargamento di maggioranza

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Una foto vecchia di un anno che pare passato un secolo. Strano solo che non sia in bianco e nero.

Una foto simbolo di una crisi di maggioranza che a neanche un anno dall'insediamento dell'Amministrazione Mastrosanti sta minando seriamente la tenuta di una squadra che - e si sapeva con tanti galli a cantare - è tutto tranne che omogenea e coesa.

LEGGI Frascati, spaccatura in maggioranza: Ambrosio, Cimmino, Gherardi e Lonzi riconsegnano le deleghe

C'è tanto da dire, ma andiamo con ordine.

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RICUCITURE E CALCOLI - Il sindaco Mastrosanti, certamente non colto di sorpresa dalla riconsegna delle deleghe da parte di Mattia Ambrosio (nella foto dietro a centrodestra), Damiano Cimmino (nella foto tutto a sinistra), Roberto Gherardi De Candei (nella foto penultimo a destra) e Marco Lonzi sta facendo i suoi calcoli, com'è giusto e com'è normale che sia.

Il tentativo di ricucitura è complicato ma soprattutto, a quanto pare, sarebbe teso a cercare di recuperare quantomeno Mattia Ambrosio e Marco Lonzi, i due meno sostenuti dall'esterno. Difatti, con l'occasione, Mastrosanti potrebbe pensare di gettare definitivamente a mare non tanto Gherardi De Candei e Cimmino quanto i due scomodi ex sindaci frascatani che dietro i due consiglieri dissidenti da sempre si muovono: Franco Posa (nel mirino in questi giorni a quanto pare anche per un'organizzazione del Festival delle Ville Tuscolane, sembra finanziato dalla Regione Lazio, che ha bypassato tutte le gerarchie frascatane) e Roberto Eroli.

Un epilogo che sarebbe fortemente auspicato dal sindaco che sta propendendo sempre più per il muro contro muro.

Il fatto è che però dici Mattia Ambrosio e vedi Alessandro Adotti, ovvero il leader di "Progetto Frascati", lista dalle cui file è uscito l'ormai ex delegato al Commercio. La questione, anche questa - ma siamo in tempi di calciomercato e quindi ci sta - non facile, è che la lista non si è mai troppo riconosciuta nella figura di un'assessora, Alessia De Carli che invece gode di una certa stima da parte del sindaco. Sul tavolo, "Progetto Frascati" avrebbe già messo i nomi dei possibili sostituti per un eventuale rimpasto: quelli di Massimo Gazzaneo e di Sergio Mastrantonio, due fedelissimi di Adotti.

AMPLIAMENTO DI MAGGIORANZA - Mastrosanti però guarda ovviamente anche oltre e ad un possibile allargamento di maggioranza. Allargamento già di fatto operativo con Peppe Privitera, il primo ad accorrere in aiuto del sindaco (e non da oggi). L'altro nome buono il sindaco giudica essere quello della consigliera 5 stelle Santoro.

Dovesse chiudersi così la partita, si andrebbe pari e patta. 2 che escono (ma è tutto da vedere, perché Gherardi De Candei e Cimmino potrebbero alla fine abbassare le penne e rientrare), 2 che entrano.

A conti fatti, dunque, almeno numericamente Mastrosanti potrebbe addirittura uscire rinforzato. Ma...

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RIMPASTO DI GIUNTA - Veniamo ai nomi, che già ne girano parecchi. Detti quelli di "Progetto Frascati" (Mastrantonio e Gazzaneo), appare evidente che comunque sia, anche per rianimare una Giunta che finora ha girato solo su paio di nomi e mezzo su 5, Mastrosanti possa provvedere ad un rimpasto di nomi e deleghe.

In uscita potrebbero quindi esserci la stessa De Carli (se passa la linea di "Progetto Frascati") e soprattutto Giancarlo Giombetti. Più saldi i nomi di Claudio Gori e di Claudio Marziale. In bilico, ma meno dei colleghi, Emanuela Bruni.

In entrata complicato (ma in politica mai dire mai) che il sindaco si privi di Gelindo Forlini in Consiglio comunale per promuoverlo in Giunta anche se lo stesso delegato ai Lavori pubblici, innegabilmente uno dei più attivi della maggioranza, ambisce giustamente a questo ruolo. Se il sindaco vorrà puntellare la squadra a livello di fedeltà anche al costo di rinunciare a qualcosa sul piano delle competenze specifiche, i nomi dei fedelissimi portano a Giorgio Girardi (strafedelissimo) e a Giampiero Cacciato, quest'ultimo delegato esterno all'attuazione del programma ma anche a Mirella Pinori. A meno di ricorrere a qualche tecnico, ma di questi tempi meglio avere un amico in più (ora che anche Stefano Mariotti ha lasciato, LEGGI) che un tecnico in meno.

Sempre che possano tornare utili alcuni dei tecnici presentati nel maggio 2017 dai 5 stelle: Sara Baccelloni (individuata all'epoca per l'Ambiente), Roberto Violetti (Bilancio), Carlo Mongardini (Cultura) e Marco De Bernardis, Urbanistica. E' tutto da vedere.

ROTAZIONE DI DIRIGENTI? - Tra le questioni poste sul tavolo dai 4 dissidenti c'è anche quella della rotazione dei dirigenti del Comune di Frascati. Questione delicata e controversa alla quale al tempo provò a mettere mano (con l'esito noto a tutti) anche l'ex sindaco Alessandro Spalletta. Una richiesta - quella di far ruotare i responsabili dei vari settori - che va comunque oltre i soli 4 consiglieri dissidenti.

LE TRE CORRENTI DI MAGGIORANZA - Quello che appare evidente è che la maggioranza in questi mesi, ed oggi più che mai, sia formata da almeno 3 correnti ben distinte. La prima è quella dei fedelissimi del sindaco della quale, come già espresso, fanno parte il presidente del Consiglio comunale Franco D'Uffizi, Paola Gizzi (scuola) e Gelindo Forlini (lavori pubblici). Un gruppo al quale si associa per forza di cose anche Marco Magliocchetti (imparentato col sindaco), un Magliocchetti al quale - invano - i 4 dissidenti avevano guardato nei giorni scorsi. In questa corrente dovranno essere considerati per forza di cose anche Giuseppe Privitera e, se formalizzata, la Santoro.

L'altra corrente è quella dei due uomini della famiglia Gori. Perché sembra che la consigliera Arianna Gori in questi ultimi tempi sia piuttosto defilata pur certamente non potendo restare distante dalla linea di papà e zio. Claudio Gori, vicesindaco ed assessore al Bilancio, è ciclicamente messo nel mirino di questo o di quell'altro, ma è di fatto uno dei nomi pesanti della maggioranza. Un nome spesso considerato in antagonismo col sindaco stesso, un nome sul quale si dice per un eventuale futuro, sarebbero molti pronti a puntare. Spin doctor indiscusso e portavoce dell'intera maggioranza è Mario Gori, politico navigato e col pelo sullo stomaco che però al momento cerca possibili fedeli in Consiglio comunale.

L'altra corrente, piuttosto liquida al momento, è quella dei 4 dissidenti. Il passo fatto non consente dietrofront indolori e lo strappo è stato forte e consapevole tanto da essere riconosciuto come tale.

Siamo insomma, a meno di un anno dall'insediamento di questa maggioranza, quasi al tutti contro tutti.

I COCCI, L'ATTAK E LA COCCOINA - La conclusione inevitabile del quadro lungamente esposto è che comunque sia i cocci ci sono e tali resteranno. Se Mastrosanti, anche e soprattutto con una forte iniezione di attivismo, sarà così bravo di rimetterli apposto con l'Attak lo vedremo da subito nei prossimi giorni.

Se, invece, il sindaco userà la Coccoina (colla adatta a carta e tessuti), il risultato sarà un inevitabile e disastroso effetto domino.