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Grottaferrata e i beni confiscati alla criminalità organizzata. La lunga attesa del rilancio sociale

GROTTAFERRATA (attualità) – Ex Bazzica a Residence Agorà: quale futuro?

ilmamilio.it

Il capitolo dei beni confiscati alla criminalità organizzata sul territorio di Grottaferrata è da troppi anni uno dei temi eternamente irrisolti. Scompare e riappare nel dibattito locale senza continuità e questo ha determinato i dilemmi che oggi sono ancora tutti da dipanare nella loro complessità. Si sa, infatti, che fin quando il faro dell'attenzione è acceso sulle problematiche, la possibilità che queste vengano risolte al più presto è alta. Diversamente, quando cala l'oblio, è la rimozione collettiva a mettere un muro di fronte ogni aspettativa.   

'Ex Bazzica' e 'Agorà' sono sostanzialmente a disposizione del Comune da ben sette anni. Nel frattempo sono transitati due sindaci e due commissari. Nell'ultimo passaggio prefettizio-amministrativo, quanto meno, passi avanti sono stati fatti. E’ stato proprio il Dottor Giacomo Barbato, nell'ultima relazione del suo mandato, a chiarire la realtà delle cose. E da lì si deve ripartire per comprendere meglio il futuro dei due siti, ove si sono incardinati aspetti da considerare profondamente diversi tra loro.

L’Ex Bazzica è sostanzialmente a un punto morto. Mancano le risorse per ristrutturarlo, ha rischiato di ritornare al Demanio e soffre dei problemi burocratici, di assegnazione e tecnici che si sono riscontrati in molti dei beni entrati nell'orbita dei beni sottratti alle attività illecite in tutta Italia. Il primo intendimento di trasformarlo in un Polo della disabilità dei Castelli Romani (c'era anche un progetto) si è perso nei meandri del tempo e delle attese. Teoricamente è ancora valido nelle intenzioni, se si facessero interagire istituzioni e mondo associazionistico. Fatto sta che proprio durante l’ultimo commissariamento è stata richiesta all’'Agenzia Nazionale per i beni confiscati' di ottenere l’autorizzazione ad adibire l’intera struttura ad un utilizzo diverso dalla prima destinazione. L’idea prevede lo sfruttamento economico del manufatto, con vincolo dei proventi a finalità sociale, in considerazione del fatto che le risorse dell’Ente non permettono di intervenire per la riqualificazione, che si prevede molto esosa. Sul piano pratico è un problema non da poco, visto che dare luogo a indirizzi commerciali con finalità sociali non è proprio facilissimo in un’area in cui la cultura imprenditoriale è limitata e non esistono grandi investimenti. Difficile, infine, che un privato si infili in un’operazione poco redditizia. Come uscirne? Di questo si dovranno occupare gli uffici competenti. Perché il bene intanto sta deperendo. In passato, a Grottaferrata, a più riprese, sono circolate voci secondo le quali l’abbandono della località potrebbe portare al rischio di ben altra funzione a medio-lungo termine. Fatto assolutamente da scongiurare per dare luogo al rilancio sociale di quei settori solidaristici che magari non sono totalmente rappresentati nel territorio castellano o che hanno bisogno di punti di riferimento, sostegni, luoghi di aggregazione e centri logistici e di coordinamento. E’ una sfida importante, prioritaria e da non sottovalutare.

Diverso appare il futuro del ‘Residence Agorà’ di Via del Fico. Qui, recentemente, sempre durante l'ultimo commissariamento, si è dato un incarico professionale per chiudere la pratica di condono edilizio. A seguito dei successivi lavori di manutenzione, l’immobile risulterà in linea con tutte le norme per la sua locazione sociale. Potrebbero esserci dunque novità a breve. Ciò potrebbe significare una conquista per tutta la comunità sul piano della legalità e dello sviluppo del terzo settore.