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La tragedia di Cecchina: la depressione e le liti all'origine dell'omicidio-suicidio

CECCHINA (cronaca) - La tragedia di ieri sera nella palazzina di via Francia

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Una famiglia di nord-africani immigrati in Italia da anni, come tante. Una storia sfociata in tragedia per la quale è difficile trovare spiegazioni razionali se non quelle che si annidano nella mente delle protagoniste e, soprattutto, tra le mura di casa.

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circolo farnetti banner1Gli inquirenti dei carabinieri del Gruppo di Frascati hanno pochi dubbi ormai a definire un tragico omicidio-suicidio quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri in via Francia, a Cecchina dove a perdere la vita nel giro di pochissimi minuti sono state la 18enne Yasmine e la sua mamma, Saliha Marsli. Una famiglia smembrata: il papà di Yasmine lavora all'estero tra Spagna e Marocco e la coppia sarebbe separata da anni. Una coppia che ha anche un'altra figlia che, a quanto si apprende, lavora in Francia.

Quanto si accaduto ieri sera, mentre nelle strade di Cecchina sfilava la processione in onore di San Filippo Neri, non è ancora completamente chiaro ma il quadro - a quanto pare - riporta ad un disagio psichico della giovane figlia che da qualche tempo avrebbe sofferto di stati depressivi anche con alcuni eccessi.

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Sembrerebbe infatti che la ragazza, che frequentava il liceo Vailati di Genzano (città nella quale le due donne marocchine avevano vissuto negli anni scorsi), qualche giorno fa avesse avuto una crisi per la quale era stata chiamata anche la polizia con successivo ricovero della ragazza in ospedale. Circostanza sulla quale stanno lavorando i carabinieri.

Una tragedia sfociata al culmine dell'ennesima lite tra le due donne: in un eccesso di ira, Saliha - che lavorava da anni in Italia come badande e come donna delle pulizie - avrebbe dunque afferrato un coltello colpendo la figlia alla gola prima di appiccare il fuoco alla casa e di gettarsi nel vuoto.

Una drammatica fine di una povera storia apparentemente come tante.

 

  • petra febb2018