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Cosa resta ad un anno esatto dal rogo della Eco X di Pomezia

POMEZIA (attualità) - Il 5 maggio 2017 il devastante incendio che distrusse tonnellate e tonnellate di rifiuti dei quali non si ha ancora completa certezza. Tante domande senza risposte

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Il 5 maggio 2017 un devastante incendio scoppiato in uno dei capannoni dell'impianto di stoccaggio di rifiuti di via Pontina Vecchia mandò in cenere tonnellate e tonnellate di materiali di vario genere. L'incendio, durato molte ore, rase praticamente al suolo l'intero sito della Eco X di Pomezia.

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Il rogo - durato quasi due giorni e che richiese l'intervento di decine di squadre di vigili del fuoco - generò una densa nube nera che raggiunse i Castelli romani (soprattutto il territorio comunale di Albano Laziale), la periferia meridionale di Roma ed un'ampia fascia di litorale, restando in zona per giorni.

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Da subito il timore, oltre che per la sorte dell'impianto, fu anche e soprattutto per la natura dei rifiuti andati in fumo. Le analisi eseguite da Asl Rm6 ed Arpa Lazio, a più riprese, mostrarono una qualità dell'aria nelle zone circostanti fortemente inquinata dalle emissioni dell'incendio, anche se forti restano i dubbi sulla presenza di amianto nelle coperture che potrebbe essersi sbriciolato nell'incendio.

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Ad un anno dai fatti, oltre all'oggettivo inquinamento amnientale che portò a numerose ordinanze di divieto di raccolta di ortaggi tra Pomezia ed Ardea per diverse settimane, restano soprattutto i dubbi. E la bonifica di un sito nel quale si trova ancora la stragrande maggioranza dei rifiuti incendiati.

Cosa è bruciato effettivamete alla Eco X?

Quali effetti permanenti ne sono derivati?

Perché le operazioni di bonifica e messa in sicurezza si prolungano ancora?

Nel frattempo, sempre in zona, in questi ultimi 12 mesi, altri incendi hanno interessato il nord pontino e la periferia meridionale della Capitale come quello occorso in febbraio ad una fabbrica cartaria sempre a Pomezia. Si è sempre e solo trattato di casualità?