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Emilio Salgari, lo scrittore che ispirò la fantasia di generazioni di italiani

ACCADDE OGGI - La sua tragica fine, il 25 aprile del 1911

ilmamilio.it 

Emilio Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911), scrittore con una vita ricca di ispirazione, fantasia e avventura, ebbe una vita poco serena. Il 25 aprile 1911 si suicidò dopo che sua moglie fu rinchiusa in un manicomio per problemi psichiatrici. Tra le sue lettere di addio, ce n’è una, di grande durezza, rivolta ai suoi editori: “A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che io vi ho dato pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna”. Nel 1889 anche suo padre si era suicidato. Nel corso degli anni  due dei suoi figli, Romero e Omar, si tolsero la vita rispettivamente nel 1931 e nel 1963.

Al di là di queste tristi vicende esistenziali, Salgari fu amatissimo dai giovani della prima metà del novecento. Nato a Verona da una famiglia di commercianti, da giovane intraprese gli studi in un istituto nautico. Un’esperienza di vita, questa, che nei quasi ottanta romanzi e un centinaio di racconti brevi che pubblicò, lo influenzarono. Il mare e lo spirito d’avventura furono infatti le caratteristiche della sua creatività. Non ebbe mai l’esperienza esistenziale di un London o di un Melville,  ma seppe ugualmente far viaggiare le parole dentro terre mai esplorate prima.

‘La tigre della Malesia’, ‘Alla conquista di un impero’, ‘Sandokan alla riscossa’, ‘La regina dei Caraibi’, per citare alcuni titoli, furono comunque frutto di una documentazione che lo portava a scrivere incessantemente e frequentare le biblioteche. “La professione dello scrittore dovrebbe essere piena di soddisfazioni morali e materiali – annoterà - io invece sono inchiodato al mio tavolo per molte ore al giorno ed alcune della notte, e quando riposo sono in biblioteca per documentarmi. Debbo scrivere a tutto vapore cartelle su cartelle, e subito spedire agli editori, senza aver avuto il tempo di rileggere e correggere”.

I suoi cicli narrativi, che riguardano i Pirati della Malesia, i Corsari delle Antille, i Corsari delle Bermude o il Far West lo portarono con la mente in India, in Africa, in Russia, tra i ghiacci, nelle Americhe. Pirati, tribù, indiani, capitani, continenti misteriosi, battaglie, affascinanti fanciulle, atti di eroismo e di viltà. Salgari emancipò la fantasia del suo tempo,portando nell’esotismo una suggestione linguistica e letteraria tutta sua. La generazione degli anni quaranta, quella che si confrontò duramente nella guerra civile del 1943-1945, era stata influenzata, dai partigiani ai repubblicani del Nord al servizio di Mussolini, da queste letture. Poi, nel dopoguerra, cambiarono le mode, i gusti, e la letteratura che segnò un’epoca scese di considerazione, continuando però a solleticare, qui e là, il mondo dei fumetti e degli sceneggiati televisivi. Basti ricordare l’incredibile successo di ‘Sandokan’, sulla Rai, a metà degli anni settanta.

Uno scrittore prolifico, ma anche tormentato. Decise di porre la sua fine in modo cruento. Quando lo ritrovarono, nel bosco di Val San Martino, dove con la famiglia andava solitamente a fare i pic-nic, aveva la gola e il ventre squarciati da un rasoio. I suoi funerali passarono inosservati. In quei giorni Torino era impegnata nel 50° Anniversario dell'Unità d'Italia.

Restarono nella storia della letteratura, intatti, i luoghi lussureggianti che non aveva mai visto, i colori della giungla, il rumore delle navi nella battaglia. I suoi personaggi hanno il merito si essere sempre attuali, con valori che superano il tempo e le mode. Storie di passioni, di odio e di amori, di atti intrepidi che si battono contro un nemico che è sempre lì, a dipanare e dispensare le emozioni. Come nella grande tradizione del romanzo d avventura.

 

Commenti   

+1 #1 Alessandro 2018-04-25 14:52
dovrebbero leggerlo tutti
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