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Marino, Cesare Zavattini rivive nella Sala Lepanto

Marino (attualità) - Omaggio ad un grande

ilmamilio.it - comunicato stampa

Presso la Sala Lepanto il ricordo “Cesare Zavattini”. L’occasione è stato il quarto appuntamento, sabato scorso, della rassegna “La Dolce Arte”, dedicata ai “mostri sacri” del cinema italiano, ideata dallo scrittore e critico letterario Marco Onofrio, promossa da Senza Frontiere Onlus e Edilet-Edilazio Letteraria e organizzata dal Circolo del Cinema Mark Film , con il patrocinio del Comune di Marino e il supporto della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema. A fare gli onori di casa il Presidente di Senza Frontiere Onlus, Luciano Saltarelli: «Eventi come questi sono promossi da Mark Film grazie all’adesione alla  Federazione Italiana dei Circoli del Cinema. Penso che questa realtà  sia un vanto per Marino, in quanto da l’opportunità alla città di poter ospitare mostre di alto spessore culturale e far giungere in città personaggi illustri del mondo del cinema. Sono affezionato alla figura di Cesare Zavattini perché stato anche Presidente della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema negli anni 50».

A seguire gli interventi di Laura Gargiulo, autrice nel 2009 del libro “Cesare Zavattini” inserito nella collana “I protagonisti” di Edilet, e dello scrittore e critico letterario Marco Onofrio hanno dato modo di riscoprire un autore – personaggio instancabile e vulcanico, in cui il cinema si intreccia all’attività del giornalista, dello scrittore, del pittore, del promotore di idee e progetti che hanno profondamente inciso nel panorama del Novecento. Laura Gargiulo ha dichiarato: «Finalmente Zavattini è arrivato a Marino. Mi sono laureata con lui e poi ho continuato a studiarlo. È a tutti gli effetti il mio compagno di viaggio. Manifestazioni di questo tipo servono a non dimenticare le genialità che abbiamo avuto nel corso del ‘900. Affrontare Zavattini significa affacciarsi sul ‘900, in quanto lui è una delle personalità più interessanti di quel secolo. È stato un grande comunicatore e sperimentatore, un operatore culturale a tutto tondo che si è mosso sempre con coscienza critica, sociale ed etica. Dietro quasi tutti i capolavori del Neorealismo, c’è la firma di Cesare Zavattini». Alle parole di Laura Gargiulo hanno fatto seguito quelle di Marco Onofrio che si è soffermato sullo Zavattini scrittore: «Fu un grande narratore. Un artista generoso. Si è nutrito del territorio in cui è nato: l’Emilia. Una terra di grandi narrazioni popolari. La sua famiglia aveva un caffè e questo aspetto lo ha esposto ad un contatto col pubblico fin da bambino. Da qui nasce la grande abilità narrativa. È stato sempre un autore libero costantemente contro i sistemi e il processo di massificazione. Ha portato avanti un vero e proprio lavoro di critica verso la realtà».

Dopo gli interventi è stato proiettato “La Gelosa” episodio di “Capriccio all’Italiana” (1968). L’occasione è stata utile anche per inaugurare la mostra fotografica “Cantiere Zavattini” a cura di Orio Caldiron e Matilde Hochkofler. L’esposizione sarà visitabile dal 21 aprile al 5 maggio, dal lunedì alla domenica dalle ore 17 alle ore 19.30. La mostra “Cantiere Zavattini”, organizzata nel ventennale della morte in collaborazione con l’Archivio Cesare Zavattini – Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, intende riproporre l’opera cinematografica di Cesare Zavattini nel suo carattere di work in progress, di cantiere dai lavori sempre in corso.

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