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Monte Compatri, caso Eliana Villa: Bassani, Gara e Ferri contestano l'ordinanza di tribunale. "Inspiegabile, pronti a ricorrere"

MONTE COMPATRI (politica) - Gli esponenti di opposizione non mollano

ilmamilio.it - comunicato stampa

Dai consiglieri comunali di oppososizione Fausto Bassani, Serena Gara e Francesco Ferri riceviamo e pubblichiamo.

"Ripercorrendo le tappe della vicenda dell’ineleggibilità di Eliana Villa che ci hanno condotto all’ordinanza di oggi, scopriamo che la Sig.ra Eliana Villa, oggi consigliere comunale, circa 5 anni fa, con un curriculum inadeguato, viene nominata dall’allora Amministrazione De Carolis membro del nucleo di valutazione del Comune di Monte Compatri.

All’epoca della nomina, suo padre Stefano Villa, era presidente del Consiglio del Comune di Monte Compatri.

Nel maggio dello scorso anno, Eliana Villa si candida al Consiglio comunale senza dimettersi dal nucleo di valutazione, prima di firmare la candidatura.

Si dimette dopo essere stata eletta violando le norme che regolano le condizioni di eleggibilità.

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I Consiglieri Comunali dell’opposizione Ferri, Bassani e Gara contestano nella prima adunanza del Consiglio Comunale la sua eleggibilità.

La maggioranza, ignorando qualsiasi motivo ostativo alla sua nomina, tira dritto e vota l’eleggibilità.

A questo punto, inascoltati, i Consiglieri di minoranza ricorrevano in tribunale.

Dopo 10 mesi, oggi, viene emessa un’ordinanza che respinge il ricorso della minoranza.

Un’ordinanza ingiusta, che nelle motivazioni accoglie tutte le osservazioni dei consiglieri Ferri, Gara e Bassani, ma che inspiegabilmente respinge il ricorso.

Ovviamente il tutto reso oggetto di una goffa strumentalizzazione da parte di chi dovrebbe conoscere a menadito non solo il diritto amministrativo ed il TUEL ma anche la procedura civile.

Non si comprende, infatti, come si possano pretendere delle scuse sulla base di un’ordinanza chiaramente illegittima e ancora passibile di impugnazione dinanzi alle sedi opportune.

Non si comprende come si possa cantare vittoria sulla base di motivazioni pubblicate, ovviamente e furbescamente, solo per estratto.

Non avrebbe fatto comodo, infatti, comunicare ai cittadini – come avrebbe voluto la tanto ostentata trasparenza – che il Tribunale di Velletri, pur dando INSPIEGABILMENTE torto ai ricorrenti, abbia chiaramente evidenziato l’irrilevanza delle dimissioni rassegnate dalla Signora Villa Eliana in data 12-06-2017, ovvero successivamente alla sua elezione e soprattutto dopo la scadenza del termine per la presentazione delle candidature in quanto, in tal caso, si tratterebbe di un’ipotesi di ineleggibilità e non di incompatibilità tra cariche. 

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Secondo il Tribunale, quindi, i requisiti per godere dell’elettorato passivo dovevano chiaramente sussistere alla data della candidatura e delle elezioni e non potevano essere rimosse successivamente, giacché, semmai, le dimissioni andavano presentate anteriormente alla scadenza del termine fissato per la presentazione delle candidature (si invita sul punto ad un ripasso, anche a tempo perso, non solo della procedura civile ma anche del TUEL).

Come mai, dunque, presentare le dimissioni se non vi era alcuna attività di controllo posta in essere dall’OIV?

Così come non avrebbe giovato portare a conoscenza dei cittadini il fatto che, sempre il Tribunale di Velletri, pur rigettando il ricorso, abbia riconosciuto che l’Organismo Interno di Valutazione, di cui faceva parte la Signora Villa durante tutto il periodo della campagna elettorale, svolgeva EFFETTIVAMENTE ATTIVITÀ DI VALUTAZIONE DEL PERSONALE – in particolare del livello dirigenziale.

Guarda caso, proprio in prossimità delle elezioni, l’organismo procedeva alle valutazioni del personale volte all’assegnazione di premi con la partecipazione attiva ad ogni riunione e consultazione della candidata Eliana Villa (il tutto puntualmente documentato).

Se c’è qualcuno che deve delle scuse agli elettori, di certo quel qualcuno non siamo noi.

Invocare la trasparenza a sostegno di un tentativo di strumentalizzazione – seppur palesemente larvato – è inaccettabile.

Per garantire la trasparenza e il rispetto delle norme continueremo a svolgere il nostro ruolo, anche a costo di sostenere spese economiche a nostro carico, se tutto ciò servirà a garantire i cittadin, noi siamo e saremo sempre in prima linea. Ricorreremo in appello".

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