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Scalia: "Fusione nucleare, l'Enea sceglie Frascati per il superato DTT. E intanto ENI punta su SPARC..."

scalia massimoFRASCATI (scienza) - Il noto antinuclearista esprime forti perplessità sul progetto in partenza

ilmamilio.it - comunicato stampa

Da Massimo Scalia, docente e politico italiano, professore di Fisica Matematica al Dipartimento di Matematica dell'Università La Sapienza di Roma, tra i padri dell'ambientalismo scientifico in Italia nonché fondatore di Legambiente e tra i primi parlamentari dei Verdi, in relaziona al DTT di Frascati riceviamo e pubblichiamo quella che è decisamente una voce fuori dal coro proveniente da un convinto antinuclearista.

"Il Divertor Tokamak Test facility (DTT) snobba i milioni di euro stanziati da nove Regioni (dai 25 dell’Emilia-Romagna ai 40 dell’Abruzzo) e approda a Frascati, così ha deciso l’ENEA. È infatti dell’Ente di ricerca pubblica nazionale la responsabilità del progetto DTT, una sorta di reattore a fusione in miniatura del costo di 500 milioni di euro e la cui ragion d’essere è sperimentare e appoggiare ITER, il mega progetto di centrale a fusione nucleare in costruzione a Cadarache (Francia).

LEGGI Fusione nucleare: dopo l'assegnazione del DTT a Frascati, la delusione degli antagonisti si taglia a fette. Ricorsi in arrivo?

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Molti guardano con giustificato sospetto al gigantismo di ITER e, soprattutto, al suo essere “fuori tempo massimo”; infatti, non un solo kWh elettrico verrà dall’esperienza di ITER prima del 2050, quando l’UE sarà invece in grado di produrre con fonti rinnovabili la quasi totalità della sua energia elettrica – il 100% prevedeva il rapporto MacKinsey del 2010; i costosissimi e tutt’altro che “puliti” kWh della fusione sarebbero, quindi, del tutto residuali. Tra i sospettosi c’è l’ENI, pronta a investire 50 milioni di euro su SPARC, un progetto di fusione nucleare messo a punto dal prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) e da privati, che si propone di realizzare 100 MW entro 15 anni, in esplicita concorrenza con ITER. Figuriamoci col DTT, che è inoltre basato sulla vecchia tecnologia a superconduttori a bassa temperatura, mentre SPARC si giova di quelli ad alta temperatura (HTS).

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Sull’obsolescenza dell’idea di replicare sulla terra come si produce l’energia nel sole – la fusione nucleare, appunto; sul perché tanti Paesi, non solo UE, si attardano su ITER, un progetto del tutto contradditorio con i principi ispiratori dell’Accordo di Parigi  – decentrare e rendere più direttamente accessibile ai territori e ai cittadini il controllo e la produzione d’energia; e, infine, sull’ “utilità” del DTT e del suo costoso, per i cittadini, ruolo collaterale a ITER rimandiamo all'articolo "Sole sulla Terra" pubblicato (a pagina 10) dalla rivista "QualEnergia" al link: https://www.lanuovaecologia. it/flp/qe/QualEnergia_5_2017/# page=10#page=10

 

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