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Il 21 marzo la Giornata dell’impegno contro le mafie. A Pavona la cultura della legalità si esprime nei murales

PAVONA (attualità) - Una bella iniziativa che ha messo insieme arte e cultura

ilmamilio.it 
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Saranno lì con i loro sorrisi e i loro volti, a ricordare l’Italia migliore: quella dell’impegno alla criminalità organizzata. Spesso isolata, coraggiosa. Lotta alla mafia, quella che uccide o delinque, si infiltra nello Stato e nell’imprenditoria, vuol dire un'attenzione oggi sopratutto ai giovani e creazione opportunità di conoscenza per le persone.

La 'Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie' in programma in tutta Italia il prossimo 21 marzo farà tappa anche a Pavona con il patrocinio della Regione Lazio, di molti comuni dei Castelli Romani (Genzano, Velletri, Rocca di Papa, Castel Gandolfo, Rocca Priora, Ciampino, Marino) e la promozione di ‘Libera’ e del Comune di Albano Laziale. Il primo giorno di primavera ci sarà un pezzo d'Italia che dirà da che parte sta.

A Pavona la street art sta colorando e ritraendo i simboli di una lunga lotta di civiltà. Il primo murales, realizzato dall’artista Krayon, in collaborazione con gli studenti del Liceo artistico C. Battisti di Velletri grazie al programma di alternanza scuola lavoro, presso l’Oratorio della Parrocchia Sant’Eugenio, raffigura il volto di nove vittime di mafia: don Puglisi, don Peppe Diana, Renata Fonte, Giancarlo Siani (leggi Giancarlo Siani, il coraggio delle parole), Rosario Livatino, Annalisa Durante, Lea Garofalo, Palma Scamardella e Rita Atria (leggi Il seme piantato da Rita Atria - VIDEO). Coprirà una superficie di circa 180 mq e avrà un’estensione multimediale sul web con una pagina che ne racconterà la realizzazione e le storie dei personaggi raffigurati, raggiungibile puntando con il proprio smartphone su un QR code presente sul muro.

Il secondo realizzato dall’artista Morden Gore, in collaborazione con l’ATER della Provincia di Roma, sulla facciata delle case popolari di via Roma, raffigurerà il concetto della bellezza che vince sul degrado, così come l’etica vice sull’illegalità.

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Tra le tante e note figure che hanno tracciato con il proprio esempio e sacrificio una strada luminosa di legalità, c'è anche quella di Renata Fonte. Il 31 marzo ricorrerà l'anniversario della sua uccisione. Nel 1984, quando era assessore del comune di Nardò, in provincia di Lecce, veniva assassinata per volontà della criminalità organizzata. Si era battuta contro una speculazione edilizia del Parco naturale di Porto Selvaggio. Aveva 33 anni. Membro del Partito Repubblicano, fu un personaggio scomodo e per questo preso di mira da chi non voleva intralci sui suoi affari. Purtroppo rimossa per troppo tempo dalla memoria più popolare e dai grandi media, la sua storia è stata recentemente descritta in una fiction televisiva. Non è stata certamente dimenticata dalla sua terra, che ogni anno rinnova la sua memoria. Le è stata dedicata un'orchidea, fiore che in Oriente rappresenta la purezza e la perfezione e in Occidente è correlata all’amore per la sua capacità di crescere ovunque.

Il presidio di 'Libera dei Castelli Romani' e l'amministrazione del comune di Albano Laziale hanno organizzato un programma che si dipanerà per tutta la mattinata. Alle ore 9.20 - Ritrovo in via Roma, Pavona (Albano Laziale). Ore 9.50 - Partenza del corteo, alle ore 11 lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie in Villa Contarini. Durante la giornata sarà presentata la “Biblioteca della legalità” e saranno inaugurati i “Murales della libertà”. Una traccia d’arte che rimarrà come monito ed insegnamento per il futuro. 

Di seguito i lavori sui murales nel video pubblicato dal Gruppo Facebook 'Pavona.info-Portale della Comunità di Pavona'

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