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Castelli poetry slam, quando comporre è passione e competizione. La sublime arte della poesia performativa

castelli poetry slamFRASCATI (attualità) - Il collettivo castellano è molto attivo sul territorio. Venerdì 23 marzo appuntamento al Meeple. Jacopo Lubich: "3 minuti per dare tutti se stessi"

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"O capitano, mio capitano": declamare le proprie poesie, magari in piedi su una sedia con un microfono in mano, davanti ad un pubblico vociante, in un locale, sperando di far colpo sulla giuria popolare e di strappare quindi la palma di vincitore.

Il poetry slam, lanciato per la prima volta a Chicago nel 1987, continua a fare passi da gigante: una competizione tra poeti che gareggiano a forza di versi, fronteggiandosi non solo nella sublime arte di comporre parole ma anche in quella, non meno importante in questa sede, di declamarle in pubblico. Senza timori, senza remore, con quella sfrontatezza che però non può diventare arroganza che può "offendere" i giurati.

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Castelli poetry slam è il collettivo che comprende una decina di ragazzi residenti tra Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Marino, Velletri e Capena e che - in vita da un paio di anni - si è posto come punto di riferimento in quella che sta diventando una passione dilagante.

"Si tratta - spiega Jacopo Lubich, 34 anni, tutor di ragazzi dislessici e appassionato di poesia - di una vere e proprie gare di poesie, competizioni che partono dal territorio e che arrivano poi nelle fasi regionali e nazionali. In 3 minuti il poeta deve esprimere i suoi versi in una performance che non è solo e prettamente poetica perché è evidente che anche le capacità "teatrali" e di esposizione sono altrettanto importanti quanto sapere comporre. 3 minuti per dare tutti se stessi".

In Italia il poetry slam è sbarcato nel 2000 grazie a Lello Voce ed ora numerosi sono i collettivi locali che ne praticano la sublime arte e che organizzano sfide.

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Il 23 marzo presso il Meeple di Frascati (ore 21,30) è prevista per l'appunto la tappa tuscolana. "Non esistono limiti di età né di numero di partecipanti per poter prendere parte alla serata che, per regolamento, deve comunque prevedere un premio in denaro per il vincitore", spiega ancora Lubich che tra l'altro è anche vice responsabile Lazio della Lips, la Lega italiana poetry slam. Il 5 aprile, poi, l'appuntamento è quello dell'ex fienile di Tor Bella Monaca, per una serata in collaborazione anche con la Facoltà di Lettere di Tor Vergata, cattedra di Antropologia del professor Piero Vereni.

La poesia performativa è passione e comunità. Le competizioni si svolgono a tema libero o a tema indicato, con giurie in genere scelte tra il pubblico.

"L'obiettivo alto - dice ancora Jacopo Lubich - è quello di ritornare alla dimensione corale della poesia, ma anche quello di rendere la poesia ponte di dialogo e unione tra le varie comunità, le regioni. L'idea geniale di Dimitri Ruggeri alla quale abbiamo aderito con entusiasmo è il progetto "We poet - La tribù della poesia" che cerca proprio di unire le varie entità locali e renderle rete di scambio e partecipazione".

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