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Rocca Priora 2019: iniziano le manovre per le comunali. Chi prenderà il posto di Damiano Pucci?

ROCCA PRIORA – Ancora presto per vedere all’orizzonte le prime coalizioni: centrosinistra tra Lavalle e Gentili. Rispunta Spoto nel centrodestra, Mastrella altro protagonista della partita. Il M5S ritenta il colpaccio

ilmamilio.it 

A Rocca Priora iniziano le grandi manovre. Tra un anno, di questi tempi, sarà campagna elettorale per eleggere il sindaco che prenderà in consegna la poltrona di Damiano Pucci, giunto alla fine dei suoi due mandati da sindaco (dieci anni consecutivi) senza scossoni, crisi di maggioranza o rimpasti. Pucci un futuro ce lo ha già scritto: continuerà a fare il Presidente della Comunità Montana a tempo pieno. Ma gli altri? Per il suo passaggio delle consegne ci sono due favorite: Federica Lavalle e Anna Gentili. Nel centrosinistra il ‘ballottaggio’ della scelta potrebbe essere tra loro due. In alternativa si fanno i nomi di Fedeli e Fatelli.

Non è detto che si vada a Primarie. Le esperienze dei paesi vicini, con strappi e lacerazioni, non sono state edificanti (e sopratutto perdenti). Possibile che si cerchi una condivisione interna in grado di mantenere gli equilibri che Pucci ha salvaguardato facendo sintesi tra le varie anime della coalizione. Saranno i cittadini poi a decidere se questi dieci anni sono stati fruttuosi o meno per la città e se il nuovo corso sarà accettato. Nel centrosinistra locale, comunque, c’è un cauto ottimismo. Il dato della Camera e del Senato a Rocca Priora ha visto una netta vittoria del M5S, ma il PD ha rivendicato quello alle regionali per un fatto preciso: nel momento in cui sono scesi in campo i consiglieri comunali e i big locali del partito per tirare le preferenze a questo o a quel candidato il PD è tornato in testa staccando di cinque punti il M5S. Secondo molti protagonisti dell’area Dem roccapriorese è il segnale che un base per rivincere alle prossime amministrative c’è, nonostante il tracollo a livello nazionale. Molto dipenderà anche dal futuro del PD stesso. Se Zingaretti diventerà il segretario nazionale, ad esempio, il quadro di una all’alleanza che metta insieme il PD, le forze di sinistra e il mondo cattolico più aperto alla collaborazione sarà possibile.


Pai

Rocca Priora ha una particolarità: vota con il turno secco. Chi è unito e fa coalizione vince, chi va in solitario perde. E’ una regola fissa, a meno che il quadro politico si frantumi per spaccature varie e allora tutto può tornare in gioco.

I moderati e il centrodestra, intanto, vogliono dire la sua e provarci. Forte del risultato delle ultime consultazioni a Camera, Senato e Regione è in grado di fare il colpaccio, purché tutte le anime si riuniscano. Già, ma con chi? E con quale schieramento? Probabilmente si darà vita ad un laboratorio civico, sempre che ci sia convergenza di intenti. Anche qui circolano dei nomi: Gianluca Mastrella e l’ex sindaco Franco Spoto. Il contenitore dovrebbe agglomerare La Voce Nuova, poi Forza Italia e Fratelli d’Italia, poi pezzi della società civile. Discorso complesso, ma possibile. Altrimenti si riandrà divisi, come accaduto nelle ultime consultazioni.

Infine i 5 Stelle, usciti molto bene nel dato di Camera e Senato e meno bene su quello regionale. Qui il favorito per la candidatura appare il consigliere Antonio Pucci, ma è ancora presto per dare certezze. Anche da queste parti l’ottimismo è molto e si è sicuri di poter costituire una grande sorpresa per la conquista di Palazzo Savelli.

Tra qualche mese il quadro sarà più chiaro.