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Flavia Michelini, da Colonna la speranza anticancro. Ecco come ti blocco l'Rna e ti frego il tumore

michelini flavia1COLONNA (attualità) - La giovane ricercatrice castellana è rientrata dal dottorato all'Ifom di Milano. Il suo lavoro sulle tecniche di inibizione della proliferazione delle cellule malate è una speranza concreta

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Lei è Flavia Michelini, 32 anni (ma solo ad aprile, precisa), originaria di Colonna, una laurea in Biologia ed Evoluzione umana all'Università di Tor Vergata in tasca, un dottorato in medicina molecolare presso l'Ifom di Milano concluso qualche settimana fa e un futuro molto prossimo lontano dall'Italia.

Passa anche per il suo lavoro, svolto all'interno del gruppo di ricerca guidato da Fabrizio d’Adda di Fagagna, una delle ricerche nella lotta ai tumori a cui si guarda con maggiore attenzione e grande speranza.

Quelli dell'Ifom l'hanno chiamata "domotica del cancro" per l'inevitabile bisogno di semplificare le cose: la realtà è che si tratta di un lavoro di squadra, lungo anni, e particolarmente sofisticato e mirato. Dovendo ridurre all'osso la questione: combattere il genoma delle cellule tumorali, cellule particolarmente instabili e costantemente impegnate a ripararsi garantendosi così una rapida moltiplicazione, andando a colpire selettivamente quelle che sono le "sentinelle" delle zone da riparare, ovvero il DDRNA. Impedire insomma che l'informazione del genoma danneggiato si trasmetta e che si attivi la procedura di riparazione.

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Flavia Michelini, che a fine novembre scorso ha finalmente pubblicato il suo articolo su Nature Cell Biology aprendosi di fatto la strada per il proprio futuro, ci ha messo del suo. E neanche poco.

"Le terapie chemio e radioterapiche colpiscono indistintamente cellule sane e cellule tumorali, danneggiando dunque anche i tessuti sani. Quello su cui ci siamo concentrati, è indagare e verificare il meccanismo di riparazione del genoma. Fino a poco tempo fa si credeva semplicemente che a riparare il Dna danneggiato fossero le proteine, indistamente dai punti dove avvenivano le rotture: oggi grazie ai nostri studi sappiamo che il Dna danneggiato genera Rna non codificante (non destinato cioè a diventare proteina) e che questo ha proprio questa funzione di richiamare l'intervento riparatore", spiega la ricercatrice castellana.

Quindi l'Rna: ma come riuscire a inibire la sua funzione? "Abbiamo sviluppato una classe innovativa di molecole dette ‘antisenso’. Si tratta di oligonucleotidi che hanno l’abilità straordinaria di legare una sequenza di RNA complementare agli RNA che abbiamo identificato e di inibirne in maniera specifica la capacità di riparare il genoma". Insomma: come ti blocco l'Rna e ti frego il tumore.

"Adesso - prosegue la Michelini - si dovrà verificare che effettivamente queste tecniche possono essere applicate almeno ad alcune classi di tumori. Ipotizziamo che la parte di cellula non riparata, quella maligna, sia destinata a morire. In questo modo è possibile consentire alle cellule sane di non risentire in alcun modo dell'intervento".

La dottoressa Flavia Michelini attende un nuovo incarico per proseguire la sua ricerca e guarda agli Stati Uniti. "Una volta concluso il mio studio all'Ifom di Milano, completato con la pubblicazione su Nature Cell Biology sono pronta per voltare pagina. Credo che la prossima mia tappa sia oltre oceano, ma per poi tornare. Non voglio essere un cervello in fuga, qui da noi c'è tanto da fare".

Per il momento qualche settimana di riposo nella sua Colonna. Per rimettere a posto le idee e farsi trovare pronta per la nuova esperienza.

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Pai