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Il boom della scuola montessoriana: il metodo, gli equivoci e la scuola comune

GROTTAFERRATA (scuola) – Tantissime le iscrizioni alle sezioni della primaria e infanzia che seguono il metodo dell’Opera Nazionale all’I.C. San Nilo. Il maestro Ardolino: “E’ stato un exploit, ma attenzione: per praticare il metodo ci vogliono anni di formazione e di esperienza”.

 

Ilmamilio.it

 

C’è stato un boom di iscrizioni alle scuole montessoriane negli ultimi anni, un’impennata che è stata registrata anche all’I.C. San Nilo di Grottaferrata, unica struttura pubblica sul territorio ad avere una sezione Montessori sia alla scuola primaria che all’infanzia ed è un exploit che fa riflettere. “È vero – afferma Fabio Ardolino, maestro di scuola primaria formato dall’Opera Nazionale Montessori - in questo periodo c'è stato il boom del fenomeno Montessori, e non solo nella scuola, anche nelle edicole e nelle librerie si trovano gadget di ogni tipo con sopra il nome della pedagogista. Ormai non si è considerati un buon genitore se il bambino non usa la Learning Tower, chiamato, non so perché, sgabello Montessori o non gioca con le lettere smerigliate.”

 

IL METODO E GLI EQUIVOCI - “Va detto però che il metodo scritto dalla Montessori è un metodo scientifico. È basato su dati di ricerca e tabulati di osservazione e per essere applicato correttamente è necessaria una pluriennale formazione” Come in tutti settori, d’altronde. “Usando questo materiale a casa o credere di creare una cameretta Montessori dopo aver letto qualcosa su internet può provocare danni enormi”. Tipo quando si fraintende che “educazione alla libertà” equivalga a far fare al proprio figlio ciò che vuole? “Esattamente – prosegue il maestro - Il metodo si basa sulla libera scelta del bambino. Libera scelta dell'attività e dei tempi di lavoro, ma all'interno di regole precise e imprescindibili, tant’è che una delle critiche che veniva poste inizialmente alle maestre montessoriane era la l'eccessiva rigidità”.

Ma perché tanto successo? “Credo sia dovuto alla percezione generale della scuola che al momento è considerata in fase di stallo. Una percezione che porta a ricercare metodologie alternative.” Quali sono i punti cardine del metodo Montessori? “Esso si basa su dei capisaldi imprescindibili: - afferma Fabio Ardolino, maestro di scuola primaria formato dall’Opera Nazionale Maria Montessori - libera scelta del lavoro e dei tempi, materiale strutturato e ambiente educante.” In sostanza i bambini entrano in classe, scelgono delle attività da fare e mentre giocano imparano. “Per questo – prosegue il maestro – il materiale è indispensabile per la frazione del corretto clima educativo: esso ha caratteristiche uniche ed è autocorrettivo, connotato che permette di sviluppare e potenziare l’autonomia del bambino perché sarà il materiale stesso ad evidenziare un eventuale errore.” Insomma, uso lo stesso materiale finché non mi annoia. Mi annoia perché ormai ho imparato ciò che l’attività voleva insegnarmi. “Si. – sottolinea Ardolino - Il materiale è pensato per approfondire un aspetto alla volta, lavorando su un'abilità precisa. L'utilizzo del materiale permette lo svolgimento di più attività insieme, dove ogni bambino è libero di seguire il proprio flusso motivazionale. L'insegnate avrà quasi sempre un rapporto 1 a 1 con gli alunni, così da poter curare l'apprendimento specifico di ognuno.”

 

LA SCUOLA MONTESSORI E LA SCUOLA COMUNE - E l’apprendimento collettivo? “Tutto ruota intorno ad una comunità educante che ha delle regole molto precise che non possono per nessuna ragione essere infrante neanche dall'insegante. – dichiara il maestro - Nelle nostre classi il materiale di cancelleria è in comune, i bambini non hanno un loro astuccio. Se qualcuno rompe o perde una matita la deve riportare. Questo perché si deve avere cura anche della più piccola cosa, la matita non è del singolo bambino ma della comunità. Una comunità che non si chiude nel perimetro dell’aula, ma si apre anche all’esterno. La mia classe - una delle tre ad indirizzo Montessori nella nostra scuola – ha realizzato dei progetti in collaborazione con altri classi della scuola comune ed è stato un successo”. Ultimamente la didattica personalizzata, il rispetto dei tempi di apprendimento dei singoli alunni, lo sviluppo e potenziamento delle abilità individuali e sociali, nonché l’obiettivo di trasformare i “saperi” in “saper fare” sono al centro del mirino del dibattito della scuola comune contemporanea: aspetti non molto lontani dalle proposte dell’Opera Nazionale Montessoriana. “Non credo sia utile chiudersi in roccaforti dorate pensando di avere il verbo – prosegue il maestro - penso che unendo le conoscenze, i metodi e le competenze si possa creare una scuola migliore, ognuno con i propri valori. Dopotutto la Montessori è morta nel 1952, sono sicuro che, se vivesse oggi, cambierebbe e aggiungerebbe molte cose al suo metodo.”