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Alessandro Di Carlo al teatro di Villa Sora a Frascati. "La vita? Con ironia, come viene viene"

dicarlo alessandroFRASCATI (spettacoli) - Il comico romano in un'intervista esclusiva per ilmamilio.it. Dalle imitazioni di Sordi e Fabrizi sui banchi di scuola ai successi di oggi. "Il mio paradiso? E' un angolino all'Abbazia di San Nilo. Si vede anche il mare..."

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Venerdì 12 gennaio alle ore 21, dopo un ricco buffet offerto dal bar/pasticceria “Peppa e Nando” di Grottaferrata, andrà in scena al Teatro di Villa Sora di Frascati il comico romano Alessandro di Carlo con lo spettacolo “Come viene viene”, un grande show che ha già riscosso un clamoroso successo a “L’Ombra del Colosseo”, in cui si riderà tanto ma al quale si alterneranno momenti di riflessione su importanti temi che caratterizzano la società moderna.

L’evento è stato organizzato dal giovanissimo studente Eugenio Scajola, presidente e fondatore dell’associazione culturale “La Ginestra” che ha come obiettivo primario quello di rivalutare socialmente e culturalmente il territorio dei Castelli Romani.

Ciao Alessandro, nel tuo spettacolo “Come viene viene” ci racconterai, tra le altre cose, anche della tua infanzia, è in questo periodo della tua vita che ha origine la tua passione per l’arte comica?

Decisamente si, quando mia madre andava a parlare con la maestra di quarta elementare, la signora Ida Bruzzetti, che a me piace ancora chiamare signora maestra, le veniva consigliato di iscrivermi a teatro perché trascorrevo le giornate a fare le imitazioni di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò e tanti altri! Ora come ora, mi ritengo un uomo quasi felice perché sono riuscito a trasformare la mia passione in un lavoro.

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A cosa si ispira la tua comicità?

Oggi sento più che mai l’esigenza di parlare di sentimenti, in modo comico e leggero ma al tempo stesso vero, quasi poetico. La gioia, l’amore, l’amicizia ma anche la tristezza sono gli argomenti a cui mi ispiro. Tengo a sottolineare che lo spettacolo è molto “umano”, è come la pasta fatta in casa da nonna, è genuina, buona e la condividi con gli amici insieme ad una bottiglia di vino.

Corri di qua e corri di là, il mutuo da pagare, le bollette, le litigate…Dobbiamo fermarci e ricordarci di stare bene.

Dietro la tua voglia di far ridere c’è un messaggio che vuoi trasmettere al pubblico?

In “Come viene viene” vi accorgerete che sono un uomo assolutamente normale, non sono un divo ma uno di voi! Il mio obiettivo più grande è quello prendere la vita con ironia e strapparvi un sorriso.

Qual è il segreto per prendere ‘tutto’ con spensieratezza, anche nei momenti più difficili?

Forse la stiamo facendo più grande di quello che è. Nella situazione che stiamo vivendo c’è un forte disagio ma non c’è l’indigenza, un piatto di pasta alla fine lo rimediamo sempre, se ce l’hanno fatta i nostri nonni che hanno vissuto la guerra perché non dovremmo farcela noi?

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Protagonisti del tuo show saranno i vizi e le virtù della nostra società, puoi anticiparci qualcosa?

La tecnologia è entrata nelle nostre vite in modo prepotente, senza gradualità, è come se una persona che non ha mai bevuto in vita sua cominciasse a farlo bevendo grappa! C’è un intossicazione del quotidiano!

Magari siamo a cena con un amico ed invece di scambiare quattro chiacchiere con lui, siamo chini sul cellulare a chattare con qualcun altro, così quello che abbiamo in quel momento ci sfugge da sotto gli occhi. L’epicentro di questo disagio è cercare e desiderare qualcosa che è sempre lontano da noi stessi, ma se non ci vogliamo bene noi, ma chi dovrebbe farlo? Non dobbiamo pensare a prendere la luna, quella sta bene lì dove si trova, tutto quello di cui abbiamo bisogno è dentro di noi.

Difficile non essere travolti dal sistema…

E’ proprio quella la sfida, è un bombardamento continuo, dobbiamo cambiare il cellulare ogni settimana e la macchina ogni anno per rimanere sempre al passo, mettere 10 dispositivi wifi a casa e comprare 30 paia di scarpe perché ci sono i saldi! Se diamo retta a tutto questo c’è da impazzire, dovremmo imparare a farci scivolare le cose di dosso…Non è soltanto una questione economica ma anche di tempo, quello di cui davvero abbiamo bisogno tendiamo sempre a procrastinarlo, così passano i giorni, i mesi, gli anni e la vita ci è sfuggita di mano…E questo per stare dietro a quattro matti che ci fanno credere che siamo degli sfigati se non cogliamo al volo l’ultima offerta del momento?! Ma chi se ne importa! Dobbiamo riappropriarci del nostro tempo che è la più grande ricchezza che abbiamo.

 

Cosa pensi di Eugenio Scajola, che a soli 18 anni è riuscito ad organizzare un evento così importante al Teatro di Villa Sora di Frascati?

E’ un ragazzo con tanto entusiasmo, l’ho appoggiato fin da subito, rappresenta la speranza, come tutti i giovani del resto. La crema di bellezza più efficace è la giovinezza. Oggi la strada è in salita ma i ragazzi devono prendere la vita a morsi e superare ogni ostacolo con la forza d’animo e il sacrificio, la manna dal cielo non esiste.

Il problema non è cadere, è rialzarsi! Quando sei a terra e ti sei sbucciato le ginocchia, devi rimetterti in piedi, andare a casa, piangere, asciugare il sangue, farti una bella dormita e il giorno dopo devi svegliarti con la voglia di ricominciare.

Gioia e tristezza sono il rovescio della stessa medaglia? A te cosa fa ridere e piangere?

La malinconia è la felicità della tristezza e gli artisti creano sotto la spinta di due forze: l’allegria e la malinconia. A me fa ridere la vita, tutta quanta, compresa la morte. Smetto di sorridere davanti a un bambino che soffre.

C’è un luogo che ami particolarmente dei Castelli Romani?

I Castelli romani sono un fazzoletto di terra benedetto da Dio, li amo tutti. Spesso me ne vado all’Abazia di San Nilo di Grottaferrata, mi metto in un angoletto con un panino, una romanella e un buon libro… Guardo il panorama e mi sento tranquillo, nelle belle giornate si vede anche il mare.

Descrivimi la vita…”Come viene viene”!

L’importante è saper rispondere ai cazzotti della vita con l’ironia. E’ l’unica medicina per l’anima, non ce ne sono altre.

 

 

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