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Cara Costituzione, ti auguriamo buon compleanno (aspettando piena applicazione e rispetto)

ACCADDE OGGI – Il 22 Dicembre del 1947 viene promulgata la Carta fondamentale della Repubblica italiana nell'Assemblea Costituente

ilmamilio.it

Il 22 dicembre del 1947 è una data importante per la storia d’Italia. È il giorno in cui l’Assemblea Costituente approvò la legge fondamentale della Repubblica italiana, ossia la Costituzione.

Il testo, promulgato poi dal capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre, verrà  pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e messo in vigore il 1° gennaio 1948. L’Assemblea, eletta nel corso delle consultazioni che si erano svolte contestualmente al Referendum per la scelta tra Monarchia e Repubblica, nominò tra i suoi primi atti la Commissione deputata alla stesura della Carta, composta da 75 membri divisi in tre sottocommissioni. Il dibattito sul testo, iniziato in Aula nel febbraio 1947, si rivelò ricco di riunioni, correzioni e aggiunte al fine di mettere d’accordo tutte le forze politiche concordanti. Alla fine il testo fu approvato con 458 voti favorevoli e 62 contrari.

L’Italia una Costituzione ce l’aveva già dal 1848: lo Statuto Albertino. Rimase in vigore sotto al regime fascista, ma la sua architettura non aveva saputo reggere l’urto con lo Stato autoritario e la dittatura. Proprio per questo fu rigettato dagli italiani e dalla politica sorta dopo la Resistenza per evitare altre derive e fragilità. Sostituendolo, si affrontò il problema principale: le fondamenta del palazzo di una repubblica democratica.

La Costituzione è la nostra base civile. Vi sono descritti i diritti di ogni cittadino, i poteri del governo e i suoi perimetri, la composizione dello Stato, i suoi riferimenti istituzionali.  “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”: questo è l’inizio di tutto.

Il lavoro. La sovranità. I diritti e i doveri. Valori di straordinaria efficacia e allo stesso tempo messi in discussione periodicamente quando il lavoro, ad esempio, è oggetto di riforme e di meccanismi che lo feriscono mortalmente, quando garanzie e tutele per tutti i lavoratori non esistono, quando il precariato diventa modello per la società, quando un Referendum non viene applicato e subito dopo raggirato. Eppoi il principio di laicità, spesso ingannato o deviato nel suo concetto. Lo stato laico, negli intendimenti dei nostri fautori della costruzione di un nuovo senso della comunità, non è avulso dalla religione e dalla fede, come qualcuno vorrebbe intendere, ma permette a chiunque, seguendo le regole comuni, di professare il proprio credo senza impedimenti. Allo stesso modo le convinzioni politiche non possono e non devono essere motivo di discriminazione alcuna. La carta costituzionale è dunque un sostegno democratico di solidarietà, di mutua fiducia, di unità e indivisibilità che guarda alla pace come riferimento ideale. L’Italia, infatti, ripudia la guerra intendendo il suo territorio come superficie di condivisione e convivenza civile.

Una Costituzione tanto bella, quanto sconosciuta. Una Costituzione tanto raffinata, quanto poco applicata. Due esempi:

Articolo 46

Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende. 

Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Basterebbe raccontare la cronaca quotidiana delle storture della nostra economia, in cui i lavoratori sono sempre più soli, o del consumo di territorio quotidiano in tutta la Penisola per certificare e narrare l’assenza diffusa di questi due pensieri. Ma è anche la conferma di quanto la Costituzione sia la base di un paese da proteggere ed amare.

Da almeno venti anni a questa parte il documento che partiti diversi e di diversa estrazione culturale vollero mettendo in sintesi lo spirito del rinnovamento, è stata messa più volte in discussione. Chiunque ci abbia provato, è stato spesso sconfitto dentro le urne. Proprio da quel popolo che attraverso la sua regola comune ha trovato un modo per sostenersi e difendersi. La Costituzione sconosciuta, la Costituzione tradita, la Costituzione mal applicata, dicevamo, eppure così conservata dal suo stesso popolo. Perché nei suoi fondamenti e principi fondamentali è nascosta una modernità che non conosce consunzioni.

Diffidiamo da chi afferma che sia la testimonianza di una società vecchia. Su certi valori di  convivenza e dignità sociale, di elezione dei valori indissolubili che costituiscono la forza delle generazioni italiane, passate, presenti e future, non c’è tempo che tenga, clessidra che termini il suo contenuto.

Buon compleanno, Costituzione. Nella speranza è che un giorno qualcuno ti consegni agli italiani come vero programma politico e sociale da applicare.

 

 

Commenti   

0 #1 Monica Bruni 2018-09-14 11:37
La Costituzione è un baluardo. Ogni persona che vive ha diritto di essere quella che è senza discrimine alcono.Ogni persona ha anche il dovere di corrispondere nel quotidiano alle azioni promosse o meno dal Governo con qualsiasi attività quotidiana, anche la più semplice, perchè "E' la Vita che va difesa, fino al suo naturale tramonto " e per chi crede in qualcosa, cioè tutti, ciò è fondamentale.
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