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Discarica Roncigliano: il mistero della riapertura. Tutti i dubbi su un anno di incendi

ALBANO LAZIALE (attualità) - A più di dodici mesi dal rogo non ci sono certezze sul futuro del sito. Andreassi: "Nessuna comunicazione ufficiale. Vogliamo poi parlare della Eco X di Pomezia?"

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E’ passato poco più di un anno - era il 30 giugno 2016 - dal devastante rogo che ha distrutto il Tmb di Roncigliano, facendo preoccupare comunità e amministrazioni dei Castelli Romani. Un incendio con ancora tanti punti di domanda e che, certezza tra altri mille dubbi, ha costretto dieci Comuni del comprensorio (incluso il Litorale) a sversare le proprie immondizie indifferenziate altrove, lontano dalla discarica di Albano Laziale.

Attualmente il sito, chiuso dalla Magistratura e dissequestrato dalla Procura di Velletri nella tarda primavera, è ancora chiuso: “L'impianto non è più sotto sequestro giudiziario ma non abbiamo avuto nessuna comunicazione ufficiale - conferma Luca Andreassi, consigliere di maggioranza e delegato ai Rifiuti del Comune di Albano Laziale -. Anche perché per il Comune di Albano non è indifferente a capire le cause dell'incendio anche al fine di eventuali richieste di risarcimento”.

Andreassi, poi, lancia un particolare interessante: “Su alcuni organi di stampa abbiano letto di cantieri o di movimenti strani. Anche qui nessuna comunicazione di inizio lavori è giunta al Comune di Albano. Quindi, immaginiamo non si tratti di lavori a meno che Roncigliano non sia più nel Comune di Albano…”, commenta con sarcasmo l’esponente di Palazzo Savelli.

Che, poi, alza il tiro puntando l’attenzione sui molteplici incendi che hanno coinvolti negli ultimi mesi la provincia di Roma: “Eventi come Roncigliano ed Eco X (deposito andato a fuoco a Pomezia il 5 maggio scorso, ndr), sebbene nella loro diversità, impongono agli amministratori del territorio di attuare un'azione congiunta di tutela e di difesa. Certezza dei controlli, chiarezza delle responsabilità, risposte sicure e non equivoche dagli enti sovra comunali, mappatura dei siti sensibili sempre da parte degli enti sovra comunali con evidenza dei controlli periodici”.

Insomma, dal rogo di Roncigliano all’incendio di Pomezia, i misteri non mancano: “Almeno a Roncigliano sapevamo cosa avesse bruciato. E il materiale combusto dopo un paio di settimane venne rimosso. Il caso Eco X urla vendetta. Settanta giorni e non sappiamo ancora cosa abbia bruciato. E soprattutto quel materiale ancora lì. Con tutti i rischi (o certezze) - chiosa Andreassi - di infiltrazione di materiale contaminante nel terreno se non nella falda acquifera”.

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