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Marino: il sito istituzionale ko da giorni e l'onda lunga del "caso Cuffaro"

MARINO (attualità) - Da più parti politiche richiesti chiarimenti sulla selezione che ha a Marino portato l'architetto palermitano in servizio ad Acquaviva delle Fonti

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Continua a tenere banco, su un piano politico che va oltre - in alcuni casi - allo stretto ambito della vicenda, il "caso Cuffaro", relativo agli arresti domiciliari ai quali il 65enne architetto di origini palermitane è stato ristretto dalla Procura della Repubblica di Bari nei giorni scorsi, per fatti attinenti all'incarico presso il Comune di Acquaviva delle Fonti (Ba) (LEGGI l'articolo). Marco Cuffaro, come noto, a fine maggio venne selezionionato dal Comune di Marino per ricoprire, in condivisione col Comune pugliese, il ruolo di dirigente dell'area IV e V, ovvero Lavori pubblici ed Urbanistica.

I fatti contestati dalla Procura di Bari, come più volte precisato, riguardano l'attività svolta dall'architetto ad Acquaviva e che nulla hanno a che vedere con quella invece in corso presso Marino. A Cuffaro viene contestato il reato di turbativa d'asta per alcuni lavori di ristrutturazione del teatro di Acquaviva.

Una selezione che inoltre, come ha più volte confermato il sindaco 5 stelle di Marino, avvocato Carlo Colizza (richiedendo anche rettifica alla nostra testata, LEGGI l'articolo), è stata svolta tra 35 candidati secondo l'ex art. 110 del Tuel e che, ma non è possibile al momento accertarlo, è stata espletata da una commissione che - a quanto risulta - sarebbe stata composta dal comandante della polizia locale di Marino Alfredo Bertini, dalla dirigente Ludovica Iarussi e dal 53enne dirigente (Area tecnica) del Comune di Ciampino Marco Vona.

Selezione svolta secondo criteri che al momento non sembra possibile conoscere, al pari della graduatoria definitiva della selezione stessa, dal momento che il sito istituzionale del Comune di Marino è fuori uso da giorni, da prima dei fatti che hanno interessato il citato Cuffaro (VAI al sito del Comune di Marino).

In attesa di conoscere, come sollecitato da più parti politiche, ulteriori particolari in merito alla citata selezione, (che probabilmente sarebbe possibile reperire sulla sezione trasparenza) sito istituzionale, c'è anche la parte giudiziaria della vicenda che continua inevitabilmente a tenere banco.

Se, com'è ovvio, l'inchiesta che riguarda Cuffaro (ed altre 11 persone in merito a lavori pubblici in Puglia) non solo obbliga alla presunzione d'innocenza degli indagati ma anche a particolare cautela nella descrizione dei fatti a loro contestati, d'altra parte c'è interesse per eventuali altri possibili filoni d'inchiesta che le intercettazioni telefoniche ed ambientali eseguite dalla Guardia di finanza e dai carabinieri potrebbero essere aperti. Indagati la cui posizione potrebbe d'altra parte essere chiarita con contestuale rimozione delle misure restrittive ed archiviazione dell'inchiesta.