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Claudio Gori: "Qui solo per Frascati. Io? Un pilone che non mette mai la testa fuori dalla mischia"

gori claudioFRASCATI (politica) - Prima intervista del vicesindaco ed assessore a Bilancio e Patrimonio nominato due giorni fa da Roberto Mastrosanti

ilmamilio.it - esclusiva

E' quello di Claudio Gori, come già largamente anticipato da ilmamilio.it nei giorni precedenti alla nomina - LEGGI l'articolo -(ma sin da marzo..., LEGGI l'articolo), il nome forte della Giunta del sindaco Roberto Mastrosanti. Una Giunta che parte in versione mini (zoppa con un pizzico di malignità) per questioni di equilibri politici ma - dicono dalla stanza dei bottoni - anche e soprattutto di competenze.

Figlio e fratello d'arte, Claudio Gori si getta così a 41 anni nell'agone politico frascatano. "Ma da tecnico puro", tiene a precisare.

Quindi Gori entra nel vivo della questione. "Sono sempre stato fuori dalla politica di Frascati anche se l’ho sempre vissuta da vicinissimo, al 1000 per centro dovrei dire, insieme a mio padre e a mio fratello. A mettermi direttamente in gioco, a questo punto, mi ha spinto la situazione talmente drammatica in cui versa la nostra città: sarebbe stato un ripudiare Frascati se non ci avessi provato, anche se non ho certamente la bacchetta magica. Mi piacciono le sfide e questa è una gran bella sfida. Voglio ripetere però che si tratta di un incarico non politico ma prettamente tecnico".

C'è chi da Gori vuole risposte immediate, una fotografia dello stato dei Bilancio dopo 8 anni di Amministrazioni faticose e dopo un lungo commissariamento. "E' chiaro che oggi è prestissimo per dire qualcosa. Credo che la prima probante occasione sarà quella del 30 settembre col consolidamento del Bilancio, anche per quanto rigiarda. In quella occasione potremo dare la fotografia effettiva della situazione con tutte le risultanze contabili. Non mi aspetto che la situazione migliori a strettissimo giro: i revisori dei conti hanno individuato una strada suggerendola all'Amministrazione comunale. Ora dialogherò molto coi revisori anche per comprendere le loro valutazione e per valutare insieme una via d’uscita, credo che questo genere di collaborazione sia indispensabile".

Di Claudio Gori si iniziò a parlare nello scorso settembre 2016 quando il dirigente del Comune di Spoleto intervenne in un incontro organizzato da Mirko Fiasco (LEGGI l'articolo). "Quello - precisa - fu un intervento prettamente tecnico: Mirko, mio amico, mi chiamò per parlare di bilanci comunali". Proprio da Fiasco però in occasione del primo Consiglio comunale dell'altro ieri, è arrivato il primo "scoop" politico relativo ad una ipotizzata "cartolarizzazione" del patrimonio comunale.

"Ho ascoltato l'intervento di Fiasco ma è bene evidenziare che il campo è molto ampio. Per cartolarizzazione si intende anche la vendita sul mercato di immobili ma anche di crediti (tecnicamente la cartolarizzazione è la trasformazione dei crediti di banche, enti pubblici ed aziende in titoli negoziabili sul mercato, ndr). Smentisco però che ad oggi ci siano persone che con me si siano interessate di queste cose: non c’è stato neanche il tempo. Il mercato immobiliare è fermo, anche a Spoleto abbiamo avuto grandi problemi per alienare il patrimonio anche se in termini generali è evidente che questo è chiaramente uno degli strumenti su cui puntare". Alienazioni contro le quali le Amministrazioni Di Tommaso prima e Spalletta poi hanno sbattuto vanamente la testa.

Il vicesindaco aggiunge: "Il patrimonio va prima valorizzato e poi eventualmente dismesso. Si tratta di discorso dunque molto prematuro: vediamo lo stato dei conti, vediamo anche cosa ha fatto il commissario a livello di spending review. E' altrettanto chiaro  che in tema di contenimento della spesa non possa essere toccato il personale. Ad esempio e con estrema chiarezza: l'organico della polizia locale che perderà diverse unità che andranno in pensione sarà reintegrato. Quindi recupero e valorizzazione delle entrate: pagare tutti per pagare meno".

Dirigente a Spoleto, assessore a Frascati: due facce della stessa medaglia? "La differenza c'è ed è grande, di approccio tra i due ruoli: il dirigente si assume in prima persona la responsabilità degli atti che firma, l’amministratore definisce linee strategiche che poi tocca al dirigente attuare. Il rapporto tra dirigente e amministratore deve essere stretto: il mio doppio incarico mi permette di vedere le cose a 360°".

Gori, che esalta il lavoro fino oggi fatto dal sindaco Mastrosanti ("Una squadra affiatata e pronta ad amministrare Frascati", dice), chiude con una battuta in stile rugbistico, come nella più sana tradizione frascatana. "Voglio essere un pilone forte che non mette mai la testa fuori dalla mischia".

A buon intenditor...