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Frascati: strappo Mastrosanti-Posa. Prime spine per la maggioranza: schede bianche e strategie

FRASCATI (politica) - Controlettura del Consiglio comunale di insediamento. C'è già molto da analizzare. Compresa l'ipotesi "cartolarizzazione del patrimonio comunale"

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Franco Posa ieri in Aula consiliare non c'era per il battesimo di una consiliatura alla quale anche lui ha lavorato in questi ultimi mesi.

Non c'erano neanche Claudio Marziale, né - tra gli altri - Alessandro Adotti o Roberto Eroli. Tra i tanti presenti, insomma, sono gli assenti a farsi sentire.

Sembra che il rapporto tra Franco Posa e Roberto Mastrosanti, per tramite di Mario Gori, sia già al capolinea. Tanto che l'ex sindaco sarebbe da qualche giorno stato esclusivo (in via definitiva?) dalle riunioni di maggioranza. Quale che sia la motivazione di uno strappo così repentino non è ancora dato a sapersi ma non è da escudersi che Posa abbia mal digerito l'esclusione dalla Giunta nella quale si sarebbe visto, viene riferito, assessore alla Cultura. Incarico invece da ieri affidato ad Emanuela Bruni.

Se è vero, come non c'è motivo di dubitare, che tra Franco Posa ed il neo consigliere comunale Roberto Gherardi De Candei non ci siano problemi di rapporto (così come i diretti interessati hanno fatto palesemente sapere), devono senza dubbio essere lette con attenzione le parole che lo stesso Gherardi, uno che raramente parla per parlare, ha pronunciato in Aula in apertura del suo intervento ieri pomeriggio. Un intervento aperto dai ringraziamenti espliciti fatti, per il lavoro compiuto sulla lista, a Mario Gori, Franco Posa e appunto Claudio Marziale. Nessun altro.

Altrettanto criptico è stato l'intervento di un altro debuttante, Damiano Cimmino, che ha parlato di "appoggio esterno" all'Amministrazione di Roberto Mastrosanti: per quanto oggettivamente "Prima Frascati", lista di riferimento dello stesso Cimmino, non sia rappresentata nell'attuale mini Giunta di Mastrosanti, è evidente che il termine "appoggio esterno" possa essere letto come viene normalmente letto in ambito politico. Un sostegno non indiscutibile.

C'è poi il piccolo giallo delle schede bianche che hanno caratterizzato le tre elezioni di ieri pomeriggio in Consiglio comunale (LEGGI l'articolo di ieri). In ognuna delle votazioni svolte per l'elezione del presidente del Consiglio (Franco D'Uffizi) e dei due vice (Giuseppe Privitera e Mattia Ambrosio), c'è sempre stata una scheda bianca. Di chi? I maliziosi indicano proprio in Gherardi De Candei colui che si è astenuto dal voto.

L'ultimo spunto l'ha offerto Mirko Fiasco, ultimo ad intervenire nel Consiglio di ieri. Il consigliere di opposizione ha lanciato una sassata che ha lasciato di gesso una maggioranza già calatasi nel clima della dialettica consiliare con l'intervento di Francesca Sbardella (LEGGI l'articolo). Fiasco nel ritirare in ballo la faccenda del "grande evasore" della tassa sui rifiuti, cui Mastrosanti da assessore concesse un sostanzioso sconto da 240mila a 105mila euro, ha lanciato il tema della "cartolarizzazione del patrimonio comunale". Tema che, con una società già individuata e pronta a prendere tutto in mano, tornerà spesso in primo piano nei prossimi mesi.