Grottaferrata | Le proposte, gli obiettivi e le critiche emersi dal convegno sulla via Latina promosso da #FareRete e M5S

GROTTAFERRATA (attualità) - Valorizzare i beni storici e culturali del territorio in chiave sostenibile. Missione impossibile? 

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La recente scoperta del tratto della via Latina, importantissima strada di epoca romana, rinvenuto alla pendici del Tuscolo sul versante grottaferratese ha dato lo spunto per un discorso più ampio, un dibattito che ha posto l’attenzione sulla rinascita del turismo e sulla valorizzazione dei luoghi della cultura in ottica sostenibile. È quanto emerge dall’ultimo convegno promosso da Mirko di Bernardo, coordinatore del movimento civico #FareRete, e Piero Famiglietti, consigliere comunale del M5S. Missione impossibile nella sempre più “cementificata” Grottaferrata?

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Diversi gli interventi, tutti da personaggi illustri del territorio, rappresentanti delle realtà associative più impegnate nel corso degli anni nella valorizzazione del patrimonio storico culturale dei Castelli Romani e di Grottaferrata in particolare. Il ritrovamento del tratto della via Latina è solo l’ennesimo di una serie di siti archeologici che meritano l’attenzione delle amministrazioni locali. Ma vediamo nello specifico cosa hanno detto gli ospiti del convegno.

Il primo a intervenire è stato Gianluigi Peduto, presidente del Parco regionale dei Castelli Romani. Peduto ha sottolineato l’importanza della fruizione pubblica dei beni culturali, che deve essere favorita dalle amministrazioni senza mettere il guadagno e il ritorno sull’investimento al primo posto. Per il presidente dell’ente regionale la scoperta del tratto della via Latina deve essere un’occasione di riflessione anche per i cittadini, in una Grottaferrata dove il cemento sembra avanzare di giorno in giorno, divorando gli spazi verdi ormai a ridosso proprio del nostro Parco regionale. Da qui in poi, sottolinea Peduto, la sostenibilità deve essere al centro del programma urbanistico. Un paradigma che va applicato anche ai luoghi della cultura, e in questo caso ai siti archeologici che pullulano nel nostro territorio, ancora troppo poco sotto la lente degli amministratori locali.

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Poi è stato il turno di Enrico del Vescovo, presidente di Italia Nostra Castelli Romani. Nel suo intervento c’è stato spazio per qualche critica all’amministrazione, stavolta frascatana, per la realizzazione del centro commerciale alle porte della città. “Non esagero nel dire che l’ecomostro recentemente costruito ha compromesso per sempre la “cartolina” che gli avventori romani potevano ammirare arrivando a Frascati dalla Tuscolana. Il tetto del centro commerciale ora copre quasi interamente la vista della città, con Villa Aldobrandini tagliata sullo sfondo”. Un intervento che si è discostato dalla tematica centrale del convegno, ma che si riallaccia al discorso della sostenibilità e alla necessità, con cui vanno sollecitate le amministrazioni, di sviluppare i Castelli Romani guardando soprattutto all’ambiente e al patrimonio naturalistico che li contraddistingue.

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Tornando sul sito archeologico della via Latina, un interessante intervento di Angelo D’Ottavi, presidente del comitato “la via Latina”, ha messo luce sull’incredibile testimonianza storica che porta con se il ritrovamento. “Una strada romana tra le più importanti, la via prediletta per arrivare a Capua, e allo stesso tempo uno snodo fondamentale per muoversi verso il centro d’Italia e giungere sull’adriatico. Una strada che portava, già 2500 anni fa, dall’Isola Tiberina fino al sud Italia. Di costruzione addirittura precedente alla più famosa via Appia”. D’Ottavi e la sua associazione lavorano dal 2005 alla realizzazione di una mappa che percorra tutta la via Latina. Ora questa mappa è pronta ed ecco che arriva una prima posta effettiva per la valorizzazione del sito: la creazione di un percorso, da percorrere esclusivamente a piedi, lungo la via Latina, con l’obiettivo di renderlo uno dei percorsi più importanti del Lazio.

L’ultimo a intervenire è stato Lorenzo Bongirolami, direttore del GAL, il Gruppo Archeologico Latino Colli Albani Bruno Martellotta ODV. Ancora una volta, il ritrovamento avvenuto sulla via di Tuscolo è stato lo spunto per portare alla luce un’idea, una proposta ancora non attuata ma di grande valore potenziale per la città di Grottaferrata: la realizzazione di un parco archeologico nel sito delle Catacombe Ad Decimum. Non è una coincidenza, le catacombe si trovano al decimo miglio proprio della via Latina, e secondo Bongirolami il sogno di realizzare una zona culturale, che valorizzi il patrimonio storico alle porte della città, sulla via Anagnina venendo da Roma, non deve assolutamente rimanere impolverato su uno scaffale di buoni propositi mai attuati. Una proposta concreta che, se attuata, potrebbe costituire un grande valore aggiunto per Grottaferrata, basti pensare alle visite da parte delle scuole, ma anche dei turisti e perché no, degli stessi cittadini.

Il breve convegno si è concluso così, con un chiaro obiettivo da parte delle associazioni territoriali (e dell’ente Parco dei Castelli Romani): rimettere al centro della politica il tema della valorizzazione del territorio, tenendo bene a mente la necessità di uno sviluppo urbanistico sostenibile, con un occhio al turismo ma senza scadere nell’assoluta necessità di lucrare su questo patrimonio, ricchezza che qualunque paese nel mondo invidia all’Italia.

Linea pienamente condivisa da Mirko di Bernardo e dal suo movimento #FareRete, che fa della sostenibilità e dell’urbanistica “green” uno dei suoi capisaldi. Il coordinatore del movimento, rappresentato nel consiglio comunale di Grottaferrata da Massimo Garavini e Veronica Pavani, ha già annunciato che ci saranno nuovi convegni. L’idea è di avvicinarsi il più possibile alle realtà territoriali, raccogliendo proposte e idee per creare, come dice il nome stesso, una rete sinergica il cui obiettivo è la semplice (ma tutt’altro che semplice) valorizzazione del territorio mettendo il rispetto dello stesso, e quindi dei cittadini, al primo posto.

 

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