Associazione Salute e Ambiente di Albano: “Su discarica Valeriani ascolti cittadini”

Pubblicato: Giovedì, 11 Marzo 2021 - Redazione attualità

ALBANO LAZIALE (attualità) - L'associazione protesta contro il riavvio della discarica di Roncigliano

ilmamilio.it - nota stampa

Riceviamo dall’associazione Salute e Ambiente di Albano e pubblichiamo.

“Abbiamo chiesto all'assessore ai Rifiuti del Lazio, Massimiliano Valeriani, un appuntamento urgente, la revoca delle due volture (in odore di mafia) che garantiscono al Gruppo Cerroni il riavvio della discarica di Albano, copia di tutti gli atti interni che hanno portato alle due volture e l'allontanamento dell'ingegner Flaminia Tosini, che quelle due volture le ha firmate, mostrando di non 'conoscere' l'interdittiva antimafia della Prefettura di Roma del 13 marzo 2014 confermata in via DEFINITIVA dal Consiglio di Stato con sentenza del 2 marzo 2017.

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I MOTIVI DELLE NOSTRE DUE RICHIESTE
È utile ricordare a tutti - ma prima e più di tutti all'assessore Massimiliano Valeriani - che all'inizio del 2014 l'Ufficio Rifiuti del Lazio era rimasto senza un direttore. Il predecessore di Flaminia Tosini, Luca Fegatelli, era stato 'travolto' dal processo Cerroni.

La sua sostituta, per l'appunto l'ingegner Tosini, venne pre-scelta a luglio del 2014 dall'ex assessore regionale ai Rifiuti della prima Giunta Zingaretti, Michele Civita. Civita è passato alla storia (almeno quella mediatica!) per le parole 'ossequiose' con cui si rivolgeva al monopolista del settore, Manlio Cerroni. Al telefono, intercettato dai Carabinieri, chiudeva le chiamate con: "a sua completa disposizione, avvocato Cerroni". Ma anche per il modo 'bizzarro' con cui, sempre al telefono, cercava di prolungare le autorizzazioni scadute del 'supremo' senza convocare le Conferenze dei Servizi prescritte dalla legge. Civita non è stato coinvolto dal 'processo Cerroni', questo va sottolineato. Pochi mesi dopo è stato coinvolto invece dall'inchiesta dello stadio della Roma a Tor di Valle. Ma il 'clima politico', l'aria che si 'respirava' in Regione nel 2014, quando venne pre-scelta Flaminia Tosini, era quella: 'prima Cerroni, poi le regole della democrazia e del diritto. Prima Cerroni, poi la tutela di salute e ambiente'. Il 'processo Cerroni' si è concluso in parte con l'assoluzione e in parte con la prescrizione dei reati imputati a varie persone fisiche, primo tra tutti lo stesso monopolista Manlio Cerroni. Ma l'interdittiva antimafia che grava sulla società Pontina Ambiente resta ed è definitiva! Qualcuno, invece, ha cercato di fare la furbetta e riabilitare quella società per garantirgli lauti guadagni presenti e futuri, nonostante il Consiglio di Stato nell'adunanza plenaria del 06 aprile 2018 n. 3 ha stabilito l'esclusione per la società gravata da interdittiva antimafia "di divenire titolare di rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione, a causa dell'incapacità giuridica determinata dall'interdittiva".

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DISPOSTI A FARE LA PACE!
Siamo sicuri che l'attuale assessore ai Rifiuti del Lazio, Massimiliano Valeriani, è completamente estraneo a quel periodo ed a quei fatti e, ancor prima, alla stessa nomina di Flaminia Tosini. Un'ultima cosa però, gentile assessore, gliela vogliamo dire, con forza ma anche con rispetto. Alle indagini penseranno i carabinieri. Ai processi i giudici. Ma al lei spetta invece di decidere, oggi, se continuare a parlare sempre e solo con i referenti del monopolista del settore rifiuti, Manlio Cerroni (e continuare la 'guerra') o decidere finalmente di riceverci e parlare anche con noi (e fare subito la pace), cosa che fino ad ora non ha voluto fare.  
Attendiamo presto sue notizie!”.

 

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