Grottaferrata | Fare Rete: "8 Marzo, quando occorre che la memoria diventi azione e formi giovani coscienze". Critiche all'Amministrazione

 
FareRete sull'"Emergenza democratica a Grottaferrata"GROTTAFERRATA (politica) - La riflessione del movimento sulla festa delle donne
 
ilmamilio.it - nota Facebook
 
"Quando non si ha nulla da dire sulla questione femminile e sul ruolo della donna in una società che sta subendo una totale metamorfosi, si fa poesia. Occorrerebbe, invece, mettere in campo pensieri, idee e progettualità capaci di guardare ad un futuro che non sarà più come lo immaginavamo. Sicuramente non si ha la percezione che bisogna stravolgere quei paradigmi che hanno governato la società ripensando finalmente a quale ruolo la donna dovrà assurgere nel dopo pandemia. L’amministrazione mette in campo un’iniziativa nella giornata della donna parlando di poesia, portando indietro le lancette dell’orologio.

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Non che la poesia (arte condivisibile e indispensabile) non sia importante. Troviamo però l’iniziativa per l’8 marzo completamente fuori luogo e decontestualizzata, promossa attraverso un comunicato colmo di luoghi comuni che relegano il ruolo della donna vista esclusivamente come madre "nel suo aspetto più puro e nella sua funzione più naturale".
 
Parole che hanno un peso dopo anni di lotte e conquiste e che svuotano completamente di significato una giornata che ha un valore e che non può essere sminuito neanche dai letterati. Semmai la poesia può diventare un valore aggiunto alla lotta all’emancipazione delle donne. L’8 marzo è una data che segna una linea di demarcazione, è una presa di coscienza della condizione e soprattutto della discriminazione che la società ha avuto nei confronti delle donne. Era il 1909 quando in America dopo una terribile tragedia dovuta alle condizioni di lavoro in una fabbrica di sole donne, fu istituita la giornata internazionale a loro dedicata. La discriminazione della donna è stata ed è uno dei fenomeni negativi che ancora colpisce tutto il mondo. La sua condizione ha subito molti cambiamenti, influenzata dagli aspetti sociali, politici e culturali del Paese in cui vive. Passi importanti ne sono stati fatti, ma siamo ancora lontanissimi e le cronache dell’informazione, tutti i giorni, sono piene di abusi, violenze e subalternità. Le donne vivono drammaticamente ancora queste situazioni e anche se sono stati fatti passi avanti, esistono sacche di arretratezza culturale, che determinano lo svilupparsi di pratiche discriminatorie nei confronti delle fragilità e le donne sono troppo spesso oggetto si simili azioni non più tollerabili. Le donne italiane hanno visto riconosciuto il loro ruolo paritario della società contemporanea, ma ancora permangono tuttavia alcune diseguaglianze riguardo il lavoro e la politica, ancora oggi sono gli uomini ad occupare i posti di maggiore potere e responsabilità. Dal punto di vista sociale il ruolo della donna ha acquisito nella sfera lavorativa delle grosse implicazioni per quanto riguarda la gestione della famiglia. Dal punto di vista economico continua a subire differenzazioni retributive e di carriera.

I numeri attuali sono impietosi e dicono che sul fronte dell'occupazione le più danneggiate dalla crisi sanitaria sono le donne. Basti pensare ai più recenti dati ISTAT in cui nei mesi di novembre e dicembre scorsi le donne hanno rappresentato il 98% di chi ha perso il posto.
 Troppo spesso le donne antepongono il benessere della famiglia al carrierismo politico o professionale e la società persevera assecondando questo senso di responsabilità.
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La società impone un modello di donna perfetta e vincente nel suo ruolo di moglie e nella figura di madre, ma la donna deve entrare nella consapevolezza di tutti come persona, spogliandola da stereotipi culturali consolidati. Il tema della condizione femminile risulta essere una questione delicata e nello stesso tempo molto difficile: la sua trattazione va considerata nella sua complessità, è un tema che va condiviso con l’universo femminile e specialmente con quel mondo associativo che vive giorno per giorno la condizione delle donne. Quando un’Amministrazione tende ad escludere le donne e la società civile dal dibattito e dalla giornata che dovrebbe vederle protagoniste, non fa altro che un’operazione di facciata poco utile alla causa delle donne. Ci sembra piuttosto che si tratti solo di un continuo tornare indietro come nel gioco dell'oca.tennis colline ilmamilio
 
Il problema invece a nostro parere è educativo e occorre operare a più livelli per contribuire a favorire la formazione di coscienze critiche sensibili e responsabili in grado di valorizzare la specifica differenza di ogni essere umano, tutelando i più fragili e garantendo una convivenza civile fondata su effettive pari opportunità. Scriveva a tal proposito Simon De Beauvoir: "Volere essere libero è anche volere che gli altri siano liberi“. Ci auguriamo che queste siano parole di monito per le istituzioni e per la politica affinché non si perdano di vista i valori umani che sono le fondamenta di ogni società realmente democratica dove i diritti civili vengono pienamente garantiti.

 

 

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