Marino | Minotti: “Il M5S e i 126 inevitabili permessi a costruire”

MARINO (politica) - Minotti attacca la maggioranza sull'assenza di programmazione in materia urbanistica 

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Riceviamo da Umberto Minotti e pubblichiamo.

Umberto Minotti è stato il più longevo presidente del Consiglio Comunale della storia di Marino. Ha iniziato il suo impegno politico con Impegno Civico proseguendo poi in Alleanza Nazionale dove per molti anni è stato coordinatore di collegio. Ha militato anche nel Popolo delle Libertà.

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“Quattro anni di ipocrisia e 126 permessi a costruire rilasciati nell’ultimo miglio di giunta che verosimilmente daranno vita a circa 1800 nuovi appartamenti.

Il Movimento 5 Stelle dei puristi, del “mai col Pd” non ha fatto conversioni a U soltanto a livello nazionale ma è stato costretto ad arrendersi alla dura realtà della legge che sottopone persino loro, notoriamente al di sopra del bene e del male, al rispetto di diritti acquisiti da cittadini e aziende rispettabili.

La differenza tra una Amministrazione che ha a cuore lo sviluppo e la crescita del territorio e una che invece ha preso voti solo sull’onda di un populismo giustizialista e, quello sì, autenticamente distruttivo e privo del rispetto che si deve anche alle istituzioni, si riscontra – al fin della licenza – proprio su materie come la programmazione urbanistica.  Passaggi fondanti nella visione della città e del territorio che devono essere giocoforza governati e non solo subiti in nome di idee come il “consumo di suolo zero” che, ripetute a mo’ di rosario, sono poco più che un buon proposito (dei quali peraltro, come si sa, è lastricato l’inferno) e nel peggiore dei casi una menzogna, se non un vero e proprio inganno.

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La prova del 9 è proprio nei 126 permessi a costruire da ultimo rilasciati.  Non per lo scandalo in sé – che noi abbiamo il coraggio di dire: non c’è – ma per il paradosso e la contraddizione che vede i vegani, terrapiattisti, complottisti, rivoluzionari, ecologisti a cinque stelle, quelli del CIAONE CEMENTO, avere a che fare col cemento legittimo e, udite udite, ancora pure con il Divino Amore. Questione affatto chiusa dalla Consulta ma solo indirizzata e con il rischio pendente di ricorsi dei singoli interessati ancora pienamente in campo.

Senza considerare che, sempre al netto del populismo d’accatto, moralista quanto falso della maggioranza che ha governato Marino negli ultimi cinque anni, una Amministrazione che avesse voluto governare il progresso urbanistico e non solo bloccare il più possibile in nome di una pseudo-ideologia senza senno, avrebbe potuto,  con il rilascio di Permessi di Costruire Convenzionati, far allargare a scomputo, le nostre strade, risanare le aree periferiche sorte spontaneamente, riqualificare il Parco della Mugilla  di proprietà comunale,  costruire un istituto scolastico di 40 aule, per le esigenze dell’istruzione primaria, secondaria e materna. Particolare, questo, che hanno sbandierato nelle ultime settimane dello scorso anno come progetto pronto ad essere realizzato a Cava dei Selci, salvo scoprire a stretto giro – non certo dalle loro bocche – l’inadeguatezza dell’area individuata, con tanto di grave rischio di illegittimità per le delibere al riguardo approvate.

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Il bilancio di cinque anni di (non) programmazione urbanistica, anzi di stagnazione per dirla meglio, è dunque quello di una autentica disfatta che non va bene né per chi sul territorio di Marino avrebbe voluto fare impresa ma neppure per chi, sinceramente, sostiene una riduzione dello sfruttamento di suolo e un aumento degli standard possibile. Perché neppure questo da ultimo è accaduto.

Infatti  dai 5 mq per abitante degli standard presenti a Santa Maria delle Mole nel 2004, data di approvazione della Variante al Prg, chi sì è preoccupato degli standard è stato il governo di centrodestra con l’acquisizione dei 9 ettari del parco della Mugilla, portando gli standard sopra i 10 mq per abitante.

Questi puritani dovevano  solo aprire il parco e metterlo a disposizione della cittadinanza, magari utilizzando il milione e 750mila euro  che si devono fare dare dal concessionario delle opere. Purtroppo la loro arroganza e la pochezza culturale impedisce loro di chiedere ciò che è dovuto per la cittadinanza, esponendosi anche procedure di  infrazione  con la Corte dei Conti   per non sfruttare  risorse legittime, lasciando tali risorse nelle mani di chi ha avuto una plusvalenza dal pubblico e non concedendo nulla allo stesso.

Il  Commissario Straordinario aveva posto a bilancio delle somme e dato mandato di procedere all’allargamento di Viale Aldo Moro fatto quasi integralmente dai costruttori in regime di PdC e PUA. Questi signori non sono riusciti nemmeno a dare corso ad una delibera dove oggi ci sarebbe finalmente Via Aldo moro a due corsie.

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Probabilmente non avevano contezza di cosa significasse la parola standard ed hanno atteso che il loro professore consultasse un esperto in materia, ma purtroppo  con scarsi risultati di apprendimento.

In questo, c’è da rilevare in conclusione, per completare il quadro della perfetta disfatta, l’Amministrazione a 5 Stelle non è stata affatto differente, anche se in chiave contrapposta, a quegli illustri politici degli anni del 1980 che nella applicazione del Primo Piano regolatore fecero passare una norma che grida vendetta, rilasciando i titoli senza standard con l’indice di salvaguardia, nella attesa della approvazione dei  PUA che a Santa Maria non è mai avvenuta (vedi carenza di Standard e strade strette) arrivando al risultato oggi sotto gli occhi di tutti e per cui, udite udite, neppure la giunta dei santi populisti del “Ciao Ciao Cemento” ha saputo trovare alcuna soluzione.

Con tanti saluti alla sbandierata “salvaguardia”. Altra parola pronunciata a bocca larga dai nostri eroi, facendo passare molto fiato tra le fauci. Ma quello, solo quello, e nulla più.

Che i cittadini di Marino riflettano quanto basta a evitare il sequel di una tragedia colorata di nulla”.

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