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Una mamma sull'utilizzo delle mascherine a scuola

FRASCATI (attualità) - Un dibattito che continua a tenere banco

ilmamilio.it

Da una mamma di Frascati riceviamo e pubblichiamo.

"Forse non tutti sono a conoscenza dell’Ordinanza n. 7468 del Tar Lazio che ha accolto il ricorso dei genitori di un alunno (età 6-11 anni) che ha manifestato problematiche di salute legate all’eccesso di anidride carbonica dovuto all’obbligo di portare la mascherina introdotto con l’art. 1 del Dpcm 3/11/20.

Con tale ordinanza si è ritenuto che l’Amministrazione non abbia effettuato un opportuno bilanciamento tra diritto alla salute della collettività e diritto alla salute dei minori compromessa dall’uso prolungato e incondizionato della mascherina.

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Il 13 febbraio scorso è stata pronunciata la Sentenza per cui la disposizione del Dpcm sarebbe illogica, priva di motivazione a causa dei potenziali danni alla salute psicofisica dei bambini, non risultando le ragioni specifiche per le quali non possa essere rimossa al banco in condizioni di staticità e con distanziamento come consigliato dall’Oms, dall’Unicef e dallo stesso Cts nel verbale n. 101 del 31/08/20, ove si prevede una modularità delle azioni di prevenzione, escludendo quindi una imposizione indiscriminata dell’uso delle mascherine.

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Nei successivi verbali il Cts non ha più espresso alcunché sull’imposizione delle mascherine ai bambini durante l’orario scolastico ma il Dpcm del 3/11/20 pare non abbia recepito le indicazioni originarie fornite dal Cts ed abbia quindi continuato ad imporre tale misura senza tuttavia motivare o richiamare ipotesi di diverso avviso. Tale vizio appare perpetuato nei successivi Dpcm per cui allo stato attuale l’Amministrazione dovrà provvedere al riesame della norma in vista della scadenza del prossimo Dpcm. Un’ulteriore Sentenza del Tar Lazio è seguita il 19/02/21, con questa si è dichiarata l’illegittimità dell’obbligo imposto ai bambini di età superiore ai 6 anni di indossare la mascherina durante l’orario di lezione.

Cosa succede nel frattempo nelle scuole?

Alcuni docenti impartiscono oralmente agli alunni l’ordine di indossare le mascherine continuativamente durante tutte le ore di lezione, al banco, e talvolta anche all’aperto in caso di attività sportiva, ignorando la “fame d’aria” e situazioni di disagio e nervosismo che gli alunni manifestano. L’uso della mascherina non è affatto innocuo e i genitori non hanno mai ricevuto nessun tipo di informazione specifica o schede tecniche sui materiali, tipologia, emissioni nocive, possibilità di provocare allergie, intolleranze cutanee ed eventuali altre controindicazioni delle mascherine fornite a scuola.

Sono stati nominati tra gli operatori scolastici dei soggetti preposti a verificare affanno o dispnea negli alunni?

I Docenti hanno le competenze medico/sanitarie necessarie a riconoscere i sintomi di difficoltà respiratorie? Sono stati illustrati agli alunni i sintomi che potrebbero verificarsi a causa dell’uso protratto delle mascherine? Sono stati definiti dagli Istituti protocolli sanitari in caso di malore di un alunno? In quale modo gli Istituti verificano che nessuna patologia pregressa possa peggiorare a causa dell’uso continuativo delle mascherine?

Imporre un dispositivo di protezione in modo continuativo, senza adottare tutti gli accorgimenti previsti per un uso sensato delle mascherine pur conoscendone la potenziale pericolosità, non costituisce un comportamento legittimo ma violazione del diritto alla salute dei minori determinando responsabilità da parte della Scuola per tutti i danni psico-fisici che possono derivare ai bambini i quali, nel frattempo, vengono indottrinati al distanziamento sociale, alla paura del prossimo e assuefatti ad una respirazione compromessa per non nuocere agli altri, sebbene diversi studi abbiano evidenziato come i bambini presentino una bassa carica virale e svolgano un ruolo limitato nella trasmissione del virus.

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