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Grottaferrata, i luoghi dell’abbandono: l’ex Mercato Coperto. La riflessione dell’Associazione

 

GROTTAFERRATA (attualità) – Lengheru Neru accende la luce su un posto ormai ‘disastrato’ dentro al centro storico

ilmamilio.it 

Riceviamo e pubblichiamo:

“Dopo il nostro articolo sull’annosa ed inspiegabile vicenda del Cavallino e sulla sua scomparsa dal dibattito politico di Grottaferrata, vorremmo passare al secondo luogo dell’abbandono, il mercato coperto.

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Il mercato coperto, inizialmente solo mercato di frutta e verdura, veniva esercitato nell’area delle scuderie di palazzo GRUTTER (ex comune di Grottaferrata), successivamente le scuderie vennero abbattute, assieme al giardino del palazzo e sull’area furono realizzate un’aula consigliare ed un mercato coperto con struttura metallica (praticamente un capannone industriale, forse acquistato a saldo).

Il capannone industriale, dimensionato al di sopra delle effettive necessità, in breve tempo mostrò tutta la sua inadeguatezza nel trasformarsi da struttura industriale in struttura civile.

Il piano soprelevato mostrò da subito l’impossibilità ad essere utilizzato, in quanto le forti dilatazioni del metallo, mal si conciliavano con la rigidità della parte in muratura del pavimento, creando crepe e instabilità statica.

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Il piano soprelevato fu infatti poco o per nulla utilizzato, se non per qualche mostra e per qualche presepe natalizio.

Il resto del complesso per ovvie ragioni aveva una perdita termica importante, rendendo difficile il riscaldamento, dovette essere strutturato con piccoli negozi, all’interno della struttura principale, più facili da riscaldare.

Il piano interrato fu adibito ad archivio.

La struttura, come mercato coperto, resistette con alterne vicende sino alla costruzione del nuovo mercato coperto di Viale S. Nilo, anche questo mal progettato, senza un tetto che riparasse gli spazi comuni dagli agenti atmosferici, ed impossibile da riscaldare.

Oggi la struttura metallica è fortemente degradata, senza alcuna manutenzione, con interventi minimi di messa in sicurezza, come rimuovere qualche lamiera del tetto che sotto la spinta del vento rischia di cadere sui passanti, mentre su altre parti nascono piante e fiori, quasi una edizione paesana dei giardini di Babilonia.

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A suo tempo la società GOVELI, società che sta realizzando gli edifici residenziali dell’ex albergo TRAIANO, si obbligò a sue spese, a demolire la struttura per realizzare una sala consigliare degna di questo nome, obbligo che per l’inerzia del comune la società GOVELI ritiene impossibile da onorare, mentre gli edifici residenziali sono completati e la società vuole rinegoziare tutti gli impegni assunti.

Una situazione ormai comune per molti interventi, dove gli interessi privati sono privilegiati e nessuno che difenda gli interessi comuni dei cittadini (Parchi, verde, cultura, beni comuni, nuovi progetti per il paese, ecc.).

Ma torniamo alla struttura dell’ex mercato coperto, una struttura incongrua per il tessuto urbanistico del paese, ormai fatiscente, dove qualcuno pensa di realizzare il nuovo Beauburg.

Un progetto che solo per la messa in sicurezza del complesso richiederà sforzi economici ingenti, senza contare il rifacimento dell’intera struttura ed il suo isolamento termico, inoltre, l’aspetto architettonico dell’opera resta quello che è, un brutto capannone industriale al centro di Grottaferrata.

In poche parole un capannone industriale non è certo il Beauburg di Renzo Piano, come un rospo non potrà mai diventare un principe azzurro.

A nostro modesto parere, riteniamo che il tutto vada demolito, e sull’area realizzata, come nelle intenzioni originali, un’aula polivalente (aula consigliare, sala conferenze, ecc.), e sopra ricavata una piazza pubblica che ridia dignità all’area e costituisca un elemento di collegamento tra il centro storico e l’area del fontanaccio, congiungendo ed allargando il respiro di un’area commerciale asfittica.

Comunque vada, l’area ed il manufatto non possono restare per altri 20 anni in quelle condizioni, e diventa prioritario che il comune di Grottaferrata proceda autonomamente, anche in mancanza di un accordo con la Società GOVELI, rimandando la definizione della convenzione e degli obblighi ad un tempo successivo.

Per dare comunque alcuni punti fermi, occorre sapere che un consigliere della legislatura Ghelfi, esperto del settore, fece uno studio e chiese preventivi sulla demolizione del manufatto, e la conclusione, per l’epoca era quella che demolirlo sarebbe stato, o a costo zero, o al massimo si sarebbe dovuta affrontare una spesa di circa 10.000,00 euro, lasciando al demolitore il ferro della struttura.

Per concludere, sarebbe importante arrivare ad una definizione del problema per tentare di risolvere uno ad uno tutte le criticità, e sono tante, che da troppo tempo non vengono realmente affrontate, ma solo annunciate in maniera demagogica, quasi come le famose grida manzoniane.

Ass. U LENGHERU NERU”

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