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“La cenere dei Sogni”, l’audiolibro musicale di Marco Onofrio e Valerio Mattei. Intervista doppia agli autori


MARINO (attualità) - 23 le tracce dell’album: 13 brani di reading del poemetto, integralmente recitato da Onofrio, e 10 brani musicali, ovvero 5 canzoni di Mattei, da lui stesso suonate e cantate, e 5 temi musicali composti da Onofrio, per l’occasione arrangiati e suonati da Mattei

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La più nota opera di Marco Onofrio diventa un disco. È da poco uscito a Livorno il cd “La cenere dei Sogni” che lo scrittore romano naturalizzato marinese ha tratto – in sodalizio artistico col musicista Valerio Mattei – da “Emporium”, il fiammeggiante “poemetto di civile indignazione” tante volte presentato e andato in scena. 23 le tracce dell’album: 13 brani di reading del poemetto, integralmente recitato da Onofrio, e 10 brani musicali, ovvero 5 canzoni di Mattei, da lui stesso suonate e cantate, e 5 temi musicali composti da Onofrio, per l’occasione arrangiati e suonati da Mattei. Abbiamo videochiamato in contemporanea entrambi gli artisti, ponendo loro le seguenti domande:

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- Come nasce la vostra collaborazione e, più in particolare, questo disco?

Risponde Valerio: “Ho conosciuto Marco attraverso la casa editrice EdiLet che qualche anno fa pubblicò il saggio di mio padre Massimo, dal titolo “Voglia di emergere”. Partecipando anche in qualità di musicista ad alcune presentazioni, ho potuto spesso incrociare Marco e parlare di tanti argomenti, scoprendo molte affinità che, di idea in idea, hanno portato a questo progetto”.

- Come si colloca nella vostra rispettiva produzione artistica?

Risponde Marco: “Per me è il primo audiolibro, una formula oggi molto apprezzata per divulgare meglio le pagine scritte: spesso la gente ha poco tempo per leggere, e allora preferisce ascoltare. Un cd si lascia fruire anche in macchina, in viaggio, mentre si è occupati in altro o si passeggia. “La cenere dei Sogni” è la naturale evoluzione di “Emporium”, che già di per sé tende alla musica e al teatro. Tutte le volte che è stato rappresentato o messo in scena, infatti, la recitazione evocava il supporto di musiche in grado di dialogare con la musica delle parole. Così infatti accadde nel 2010 quando, per la regia di Antonio Sanna, lo spettacolo si giovò del tema musicale appositamente composto dal M° Alessandro Panatteri e suonato in scena da Roberto Palermo con la fisarmonica”.   

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Risponde Valerio: “Per quanto mi riguarda “La cenere dei Sogni” mi ha dato la possibilità di collocare in uno scenario decisamente stimolante una serie di idee musicali su cui andavo ragionando da tempo, che si sono dimostrate incredibilmente vicine ai contenuti di “Emporium”, tanto da sembrare scritte apposta”.

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- Perché il titolo “La cenere dei Sogni”?

Risponde Valerio: “Il titolo è stato suggerito da Marco, con l’intenzione di trasmettere il senso di evoluzione e completezza di questo progetto rispetto al libro originale. Curiosamente non ne abbiamo mai parlato molto, forse perché fin da subito ho avvertito chiaramente il senso di morte e rinascita che questo titolo suggerisce. D’altronde anche la stessa grafica di copertina di “Emporium”, una piantina che germoglia da un mucchio di cenere, è emblematica. La parola fine non esiste, da un sogno che naufraga nascono altrettante verità, istanze di celebrazione e riscatto ancora più forti di quelle che crollano sotto i colpi di una società diffusamente mediocre e confusa”.

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Risponde Marco: “Se mi è consentito autocitarmi, utilizzerò alcuni versi tratti dal prossimo libro di poesie, “Azzurro esiguo”, in corso di pubblicazione a Firenze: “Ecco la storia del mondo! / È il cimitero dei sogni / questa montagna altissima / di cenere / a cui ci aggiungeremo / dopo morti”. Però i sogni non muoiono mai e rinascono eternamente dalle proprie ceneri, altrimenti non potremmo neppure parlarne”. 

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- Qual è il tema, fra quelli evocati dal disco, a cui tenete di più?

Risponde Valerio: “Credo sicuramente la tematica del riscatto. Riscatto di una umanità e di una creatività troppo spesso soffocate da un sistema che oltre a essere avvilente è anche poco intelligente. Da questo punto di vista, tra le tante sincronie di questo lavoro, ci ha lasciato davvero increduli lo straordinario tempismo della pandemia, con il lockdown arrivato esattamente pochissimi giorni dopo che avevamo terminato le incisioni della voce di Marco; pochi giorni in più e il lavoro sarebbe rimasto ad oggi ancora sospeso, in quanto potevamo realizzare queste sessioni solo in presenza. Ma non solo: il lockdown ha svelato tutte le potenzialità dello smart working, che ha permesso un miglioramento della qualità della vita grazie a un rispetto maggiore dei ritmi biologici e una attenzione nuova per i valori fondamentali e il tempo speso in famiglia e dedicato alla creatività, alla lettura, alla lentezza, qualcosa insomma di più vicino agli scenari umanistici auspicati da Marco in “Emporium” per liberare le energie degli individui”.

- Che rapporto hai, Valerio, con la poesia? E tu, Marco, con la musica?

Risponde Valerio: “La poesia è Vita, e viceversa. Tutto è poesia, non solo le parole, la metrica, la cultura. La poesia è la creazione stessa, incessante eppure completa, da sempre e per sempre”.

Risponde Marco: “La musica è la regina delle arti perché sa come nessun’altra evocare e manifestare il mistero altissimo nel quale siamo immersi. Ci sono delle musiche che mi colpiscono profondamente, non posso ascoltarle senza commuovermi”. 

- Con quali criteri sono state scelte e assemblate le canzoni?

Risponde Valerio: “Come dicevo prima, la straordinarietà di questo momento creativo rappresentato da “La cenere dei Sogni” è rappresentata soprattutto dal fatto che quando Marco ebbe l’idea e mi invitò, onorandomi peraltro — visto il suo status di autore stimato e celebrato, con una carriera mozzafiato di pubblicazioni e riconoscimenti —, a spendere alcune idee musicali in abbinamento ai contenuti di “Emporium”, trovammo fin da subito che i brani suonavano molto bene con il tutto, a tal punto da convincere poi Marco stesso che ormai ci trovavamo in un territorio addirittura nuovo rispetto a quanto la sua stessa opera originale indicava, e che questo lavoro si andava precisando nel tempo in totale autonomia”.

- Come si svolgerà il live e dove contate di esibirvi?

Risponde Marco: “Saremo entrambi in scena, io indegnamente a leggere e Valerio a suonare da par suo. Il cd è la traccia fedele di quel che sarà il live, ovvero il reading integrale di “Emporium” diviso in tranches alternate alle mie musiche e alle canzoni di Valerio. Abbiamo già in repertorio immagini e frammenti di video da proiettare, negli spazi che lo consentiranno. Una canzone di Valerio, “Reset”, è secondo me assai congeniale a una eventuale coreografia e quindi potrebbe accendere un momento di danza all’interno dello spettacolo”.

Risponde Valerio: “Non appena si potrà contiamo di portare “La cenere dei Sogni” ovunque ci siano le condizioni per poter rappresentare questi contenuti in maniera efficace e opportuna. Stiamo valutando diverse ipotesi, dobbiamo dire anche sull’onda di un entusiasmo notevole che stiamo riscontrando tra coloro che già ora, a pochissimo tempo dalla stampa del cd, hanno ordinato le prime copie”.

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