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Screening prevenzione tumori, il dottor Mastrofrancesco: "Perché quest'anno per forza nelle Asl o negli ospedali?"

ALBANO LAZIALE (attualità) - Negli anni scorsi il servizio era stato invece svolto da un camper mobile. "Scelta incomprensibile in tempi di pandemia"

ilmamilio.it

Dal dottor Umberto Mastrofrancesco riceviamo e pubblichiamo.

"Nella ASL RM 6 è in atto da qualche anno la campagna per la prevenzione dei tumori della mammella, dell’utero e del colon-retto.

Iniziativa encomiabile.

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Non è chiaro però con quale criterio, mentre gli altri anni  la consegna dei kit e la raccolta degli stessi avveniva in un camper che si spostava nei vari comuni, quest’anno, in coincidenza con la pandemia da COVID 19, per accedere al servizio è necessario recarsi all’interno della ASL e / o di un ospedale, con i rischi connessi.

Chi è chiamato a più di uno screening deve recarsi più volte all’interno delle strutture sanitarie.

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L’addetto alla distribuzione e raccolta mi ha informato che il numero di ritiri giornalieri del kit quest’anno è di circa un terzo rispetto agli anni in cui veniva effettuato col camper. Chiedetevi perché.

Mi chiedo quali ragioni abbiano convinto che queste modalità siano accettabili in tempo di pandemia.

Poi vorrei segnalare il disservizio legato all’impossibilità di contattare telefonicamente gli addetti allo screening.

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Sul fogli di invito è riportato il n. verde 800430264 per informazioni. Chiamato oggi, martedi,  alle 15:45 risponde un disco che informa che “gli uffici sono chiusi. Sono aperti dal lunedi al venerdi dalle ore 15 alle 18:30 … per contatti con gli addetti allo screening colon retto chiamare il n. 0693273281 …”

Chiamando il numero indicato risponde lo stesso disco.

È quindi assolutamente impossibile comunicare.

La domanda sorge spontanea: si vuole veramente effettuare uno screening per diagnosticare precocemente i tumori o è solo un tentativo di dare un’immagine della ASL che nulla ha a che fare con la realtà, e per di più facendo correre un rischio inutile ai cittadini?".

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