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FRASCATI, cultura: l'amministrazIone comunale ricorda il pittore Mattia MORENI

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FRASCATI (attualità) - ll commento delll’Assessore alla Cultura Emanuela Bruni 
 
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Ricorrono oggi i cento anni dalla nascita del pittore Mattia Moreni, che soggiornò a Frascati negli anni Cinquanta. “ L’Amministrazione comunale è lieta di ricordare l’importante presenza del maestro, oggi nelle collezioni dei più importanti musei di arte contemporanea - dice l’Assessore alla Cultura Emanuela Bruni - che scelse Frascati per dimorarvi con la famiglia e dove nacque una delle sue figlie.
 

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A Frascati, come ricordava il critico Michel Tapiè, Moreni iniziò a definire una sorta di espressionismo solare in cui il cerchio diventa sole mentre il segno astratto anche cespuglio e collina” e dipinge opere come L’urlo del sole e L’uomo dietro la staccionata. Il polo museale delle Scuderie Aldobrandini ha ospitato, tre anni fa, in occasione della mostra Altre Stanze, una sua opera nella collezione di Banca d’Italia e ci sarebbe piaciuto poter organizzare qualcosa per questa ricorrenza.
 

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Purtroppo il nefasto periodo pandemico non lo ha consentito, ma voglio ricordare la figlia Francesca che ci ha raccontato di quanto il padre ricordasse sempre con nostalgia il tempo del suo soggiorno frascatano, per lui luogo d'ispirazione per la realizzazione di molte opere. E che ci ha indicato e segnalato alcuni documenti importanti come la lettera a Renato Birolli del 1954 ed una foto del maestro affacciato al balcone della sua casa frascatana. Vicino della famiglia Buazzelli, frequentò Tino con il quale strinse un'amichevole amicizia ed un'intensa e stretta frequentazione. Piccoli e grandi ricordi che ci permettono di ricostruire un’importante momento della vita artistica che si svolgeva qui negli Anni Cinquanta.”
 

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Moreni, nato nel 1920 a Pavia, dopo aver frequentato l’Accademia di Torino con Felice Casorati , vinse nel 1947 il premio Asti. Dopo una formazione neocubista, tra il 1952 ed il 1954 fa parte del Gruppo degli Otto con Afro, Birolli, Corpora, Santomaso, Morlotti, Turcato e Vedova ed è tra i primi a percepire la novità delle tematiche informali. E proprio con alcuni di questi artisti spesso si incontrava a parlar d’arte nelle trattorie di Frascati. In questo ambiente dal 1953 dipinge opere che traducono le scansioni della fase geometrica in elementi oggettivi di paesaggio (le 'Staccionate) che Francesco Arcangeli riconosce già nel saggio Gli ultimi naturalisti. Mattia Moreni impegnato nel rilancio estremo, vitale e drammatico insieme, dei temi romantici fondamentali come il rapporto uomo-natura in L'uomo dietro la staccionata (1954) testimonia questo "paesaggio interiore" che se da un lato rifiuta la registrazione fedele delle cose, dall'altro non rinuncia a rilevare la forza vivificante della natura, come si deduce dalle pennellate in grado di imprimere sulla tela la loro tensione vitale. Alla fine degli anni Cinquanta l’artista orientò la sua pittura verso l'arte informale, dando esplicito significato polemico al suo linguaggio, in opere in cui l'esaltazione della materia non fu mai disgiunta da un richiamo alla realtà. Dagli anni Ottanta segnò la sua opera di un espressionismo magmatico denso di esplosione cromatica.

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