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Ariccia, ancora disagi e file di ambulanze ferme al pronto soccorso del Noc. Ad Albano nuovi posti letto Covid

 
  • ARICCIA (attualità) - C'è persino chi ha atteso 16 ore nell'ambulanza
     
    ilmamilio.it 
     

    Ancora lunghe file di ambulanze ferme al pronto soccorso dell'ospedale dei Castelli di Ariccia, in tanti anche oggi, circa 10 pazienti, hanno atteso dalle 10 alle 16 ore per essere visitati e presi in carico dal pronto soccorso, a corto di posti covid, sia emergenziali che di ricovero.

     

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    "C'è anche da dire che molti senza sintomi allarmanti - dice un operatore sanitario allo stremo delle forze-  chiamano direttamente il 118 impiegando i mezzi di soccorso per essere trasportati in ospedale dall'ambulanza, quando potrebbero avere benissimo la consulenza del loro medico di base, lasciando ai pazienti più gravi di covid e altre sintomatologie i mezzi del 118 a disposizione, anche per le emergenze del territorio ".

     

     

     

     "Anche gli ospedali stessi di molte zone di Roma e provincia, le case di cura, case alloggio per anziani, Rsa Covid - dice il consigliere comunale di Genzano Rosario Neglia (Lega) - usano e chiamano le ambulanze del 118 per i trasferimenti da un nosocomio ad un altro, senza avere a disposizione mezzi di soccorso "navette" proprie o della croce rossa destinate solo a questo scopo come sarebbe opportuno . Stamattina da un sopralluogo fatto sul posto ho accertato che le ambulanze di Velletri, Colleferro, Marino, Aprilia, Genzano e Albano, hanno atteso dalle 6 alle 16 ore per affidare i pazienti al pronto soccorso dell'ospedale dei Castelli di Fontana di Papa, con i pazienti che hanno mangiato qualcosa a bordo dell'ambulanza, portatogli dai familiari o  fornitogli dalla struttura. Una persona anziana, ad un certo punto, dopo 16 ore dentro all'ambulanza proveniente dalla Rsa Covid di Albano, è scesa dal mezzo, chiedendo di chiamare un taxi per tornarsene a casa a Roma, in via Casilina, dove abita con la moglie anziana e malata che non voleva più lasciare sola, dopo diversi giorni di ricovero e giri su ambulanze del 118, sballottato da un ospedale all'altro, tra tamponi negativi, positivi, falsi positivi e di nuovo negativi". 

     

     

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    Intanto come annunciato dalla Regione Lazio, assessorato alla salute, che sta monitorando la situazione ora per ora, dovrebbero aprire a breve, come confermato anche dal sindaco di Albano Massimiliano Borelli (ancora in quarantena domiciliare a casa per covid19, ma attivo sui social), due reparti dell'ex ospedale di Albano, ora Rsa Covid, che verrà trasformato interamente come ospedale di cura del covid con circa 70 posti letto e alcuni di terapia intensiva, che dovrebbero essere pronti entro una decina di giorni.

     

    " Ma anche in questo caso - dichiara Neglia - senza un pronto soccorso sul posto non migliorerebbe la situazione al PS del Noc, visto che prima di entrare in reparto, devono tutti questi pazienti passare per il Pronto Soccorso di un qual si voglia ospedale. E' sbagliato tutto il sistema sanitario che sta fronteggiando la pandemia, bisogna riaprire si gli ospedali, ma non a metà, pienamente, con pronto soccorso, terapia intensiva, personale qualificato e posti letto in abbondanza in ogni comune ".

     
     
     

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