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STORIE - Il fantasma di Livia Cesarini a Genzano di Roma: storia di una donna coraggiosa

GENZANO (attualità) - Secondo la leggenda la residenza è ancora infestata dallo spettro di Livia Cesarini

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Il Palazzo Sforza-Cesarini a Genzano di Roma, elegante residenza estiva della famiglia Cesarini, ha conosciuto tante vite nel suo passato: infatti, prima di essere una villa signorile fu un castello medievale, con la funzione di sentinella sul Lago di Nemi. Nella seconda metà del Cinquecento il duca Giuliano II Cesarini ampliò il palazzo e modificò l'ingresso, successivamente nel Settecento venne trasformata anche la facciata. La struttura attuale dell'edificio si deve ai lavori eseguiti nel XVIII secolo dagli architetti Ludovico e Domenico Gregorini.

Ma la storia di questo palazzo non si esaurisce nei documenti di proprità e nelle dispute ereditarie; qualcosa di soprannaturale lo abita.

Secondo la leggenda infatti, la residenza è ancora infestata dallo spettro di Livia Cesarini, sorella di Clelia Cesarini, figlie di Giuliano Cesarini e Margherita Savelli. Clelia era destinata a ricevere l'intero patrimonio in eredità, per questo Livia doveva farsi suora e vivere in convento, per non disperdere il patrimonio della sua famiglia. Ma la ragazza non nutriva un'autentica vocazione e non si sottomise alla volontà della famiglia, fuggì e sposò l'uomo che amava: Federico Sforza. Anche se la donna non morì di morte violenta (come spesso accade a coloro che poi si dice si tramutino in fantasmi), su di lei si abbatterono maledicenze, pettegolezzi e ingiurie. Per questo la personalità forte ma tormentata della donna sarebbe ancora legata alla vita terrena e alla dimora della sua giovinezza.

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Massimo D'Azeglio ne “I miei ricordi” racconta di aver percepito una presenza vicino al viso, una sorta di folata d'aria, la notte in cui fu ospite nel palazzo. Nel 1995 un gruppo di studiosi di fenomeni paranormali si radunò nel palazzo per registrare e studiare la presenza di eventuali fantasmi: alcuni ricercatori hanno testimoniato di luci che si accendevano e spegnevano senza che vi fossero connessioni elettriche o finestre e porte che sbattevano seppur chiuse.

Non sappiamo se sia solo una leggenda o se vi siano elementi reali in questa lunga storia, ma sappiamo che Livia Cesarini resta un modello di donna indipendente e coraggiosa che ha lottato per coronare il suo sogno d'amore e la sua libertà.

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