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Scuola, didattica a distanza | L’università di Tor Vergata propone nuove soluzioni per migliorare le lezioni da remoto

ROMA (attualità) - Presso la facoltà di Ingegneria si sperimenta una nuova app per gestire il feedback degli studenti

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Le scuole devono rimanere aperte. La linea del governo è chiara e si farà il possibile per scongiurare un ritorno generalizzato alla didattica a distanza. È innegabile però che l’aumento dei casi di Covid-19 registrato nelle ultime settimane desti preoccupazione nel comparto scolastico, sarà quindi fondamentale farsi trovare pronti con nuove soluzioni in grado di migliorare, per quanto possibile, l’efficacia delle lezioni da remoto.

Una proposta interessante arriva dall’università di Tor Vergata, dove il Prof. Max Schiraldi, docente di Operations Management presso il dipartimento di Ingegneria, sta sperimentando un’applicazione studiata per comprendere il grado di coinvolgimento della classe e il livello di attenzione della stessa, facilitando e rendendo più efficace il lavoro degli insegnanti. Secondo Schiraldi questa soluzione, testata sugli studenti universitari, potrà essere applicata anche alle scuole di grado inferiore.

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"Il problema nasce ovviamente dalla teledidattica per il Covid – ha spiegato il Professore in recenti interviste rilasciate sia a Repubblica che a Il Messaggero – per quanto io usi simultaneamente diverse tecnologie di erogazione che supportano lo studente prima e dopo la lezione (Teams, Stream, Eiduco, Moodle...) l'efficacia della lezione in sé è comunque bassissima, soprattutto perché non ho il feedback da parte degli studenti: io parlo ad un monitor, non li vedo in volto, non riesco a interpretare il loro sguardo per capire se vado troppo veloce, se un concetto è chiaro o no. Insomma, l'interazione è quasi nulla, quindi è molto difficile tarare la lezione sulle loro esigenze".

Da questo problema nasce l’idea di utilizzare “Edu Enhancement”, un’app sviluppata combinando nozioni di scienze comportamentali e machine learning, alla cui creazione hanno collaborato psicologi, pedagogisti e sociologi.

Il funzionamento dell’app è semplice – Inizialmente, lo studente è chiamato a compilare un questionario volto a determinare i principali tratti della personalità individuale e poi, dopo ogni lezione, a rispondere in 80 secondi a una serie di domande. In seguito, l'algoritmo converte in automatico i risultati del questionario in grafici personalizzati disponibili sia al docente che agli studenti. Il risultato del test, espresso in forma anonima, fornisce così un quadro generale dell’apprendimento che il professore valuterà grazie a degli indici che vanno dalla self confidence degli studenti (la capacità di svolgere un determinato compito), alla fiducia che essi ripongono nel professore, la motivazione e le relazioni che si sviluppano nell’arco dell’anno in relazione a una specifica materia.

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"Non solo riesco a capire se hanno capito – prosegue il Professore – ma se il ritmo della lezione e dei concetti che spiego è adeguato ai loro ritmi di apprendimento, se tratto la materia in maniera troppo complessa o, al contrario, troppo semplice rispetto a quello che si aspettano. Un esempio? Il primo giorno ho illustrato il programma del corso e la classe era all'85% in self confidence (si sentiva in grado di affrontare la materia). Il secondo giorno ho spiegato un caso aziendale difficile e l'indice è sceso al 33%. Poi è risalito. Ma intanto ho capito che dovevo tornare su quel caso, renderlo più comprensibile".

Come è facile intuire, la soluzione è molto efficace quando si tratta di studenti universitari. Studenti adulti che hanno tutto l’interesse nel passare un esame a pieni voti, studenti che pensano al loro futuro lavorativo, e perciò più propensi a collaborare con i docenti per la riuscita del corso. Un modo di pensare molto distante da quello degli studenti del liceo, delle medie e così via. Nonostante ciò il Prof. Schiraldi non esclude un possibile riadattamento dell’applicazione anche per le scuole di grado inferiore.

La didattica in presenza è insostituibile, su questo siamo d’accordo tutti, tuttavia è necessario essere pronti per un eventuale ritorno generalizzato alla didattica da remoto, sperimentando soluzioni innovative in grado di facilitare il più possibile il lavoro di insegnanti e studenti, rendendo le lezioni più coinvolgenti, efficaci, senza tralasciare mai l’aspetto umano e relazionale, fondamentale per la formazione dei ragazzi e delle ragazze a qualsiasi livello di istruzione.

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