16 ottobre 1943: il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma e l’importanza del ricordo

Pubblicato: Venerdì, 16 Ottobre 2020 - redazione attualità

 

Rerum Romanarum: Targa in memoria del concentramento precedente alla  deportazione degli Ebrei Romani del 16 Ottobre 1943ROMA (attualità) – Dai campi di concentramento nazisti tornarono solo in 16

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Il 16 ottobre 1943 è la data del reastrellamento degli ebrei di Roma. Un momento tragico per la città e la storia d'Italia. 1259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, furono radunate dalle truppe tedesche della Gestapo tra le ore 05:30 e le ore 14:00 di sabato 16 ottobre 1943 (da cui il ricordo di questo giorno come Sabato nero), principalmente in via del Portico d’Ottavia e nelle strade adiacenti ma anche in altre differenti zone della città di Roma. In 1023 furono deportati direttamente al campo di sterminio di Auschwitz. Soltanto 16 di loro sopravvissero.

Furono catturati casa per casa, senza pietà. L’occupazione nazista dell’Italia centro settentrionale era iniziata da 5 settimane e mai prima di allora gli ebrei italiani – anche se pesantemente discriminati dalle leggi razziali fasciste del 1938 - erano stati uccisi in massa o deportati nei campi di sterminio.

È proprio con la razzia del 16 ottobre, quindi, cominciata il mattino alle 5.30 e andata avanti fino alle 14.00 nel vecchio ghetto e in altri quartieri della città – che ha inizio la sistematica messa in opera dei progetti di sterminio nazisti contro gli ebrei italiani. 

Gli ebrei catturati  quel terribile 16 ottobre, saranno detenuti per due giorni al Collegio Militare, per essere caricati due giorni dopo  su un treno merci che dalla Stazione Tiburtina li porterà nel campo di sterminio di Auschwitz Birkenau, in Polonia. Di quel convoglio, alla fine della guerra, torneranno pochissimi superstiti che sono stati per anni fondamentali e preziosi con le loro testimonianze.

Ricordare questa data è fondamentale per non ripetere gli orrori. E ricordarci che nessuno deve essere più discriminato per fede o provenienza.


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