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MotoGP, il Mondiale più pazzo di sempre: chi la spunterà?

dovizioso ilmamilioROMA (attualità) - Sei vincitori diversi in 7 gare: un campionato mai così incerto

ilmamilio.it

Sette gare, sei vincitori diversi: la prima metà del motomondiale è stata una scatola infinita di sorprese, delusioni, cadute, emozioni. La classifica iridata è lo specchio fedele di quanto vista in pista nella prima metà di stagione, il punteggio del leader (Dovizioso, 84 punti) è il più basso di sempre nell’era moderna e di conseguenza i distacchi con gli inseguitori sono minimi. Verrebbe da dire che l’assenza forzata di Marc Marquez ha generato questo scenario impensabile fino a due mesi fa, chissà cosa sarebbe accaduto col fuoriclasse spagnolo in pista…

Qualche numero, per rendere meglio l’idea: a seguire Dovizioso ci sono le due Yamaha di Quartararo (l’unico a fare doppietta in questa stagione, nelle prime due gare di Jerez, prima di infilare il peggior rendimento dei top 10 nelle ultime quattro uscite con appena 24 punti messi in cascina) e di Vinales, in netta ripresa. I primi quattro, considerato anche Mir su Suzuki a quota 80, sono racchiusi in 4 punti. E, per chiudere, tra Dovizioso e Pol Espargaro, decimo, ci sono appena 27 punti, di fatto poco più di una vittoria.

Insomma, con sette gare ancora da disputare le incognite sono tante, quasi impossibile provare un pronostico sui portali specializzati in scommesse e giochi di casino come https://www.bingoonlinegratis.it/giochi-bingo. A rendere la situazione ancora più intricata ci penserà l’ultima gara della stagione che si disputerà su un circuito dove la MotoGP non è mai andata in scena: a Portimao, in Portogallo, il prossimo 22 novembre c’è da scommettere che saranno ancora molti i piloti in corsa per il mondiale. Per inciso, il 7 e 8 ottobre piloti e collaudatori (tra cui Jorge Lorenzo su Yamaha) proveranno il circuito con moto stradali.

Chi può essere il favorito?

Nel Mondiale più paradossale di sempre ci sta anche un pronostico a suo modo bizzarro: ad oggi, il più in palla e quello che sembra avere la moto più completa è Joan Mir. Ed è un clamoroso controsenso visto che lo spagnolo non ha vinto neppure una gara proprio nella stagione in cui sembra che tutti possano portare a casa un trionfo. Mir, però, è il più “caldo” sulla griglia: 3 podi nelle ultime 4 uscite, 69 punti portati a casa e la sensazione, confermata da tanti altri piloti, che la sua Suzuki sia la moto migliore, o quantomeno la più equilibrata. Al telaio già ottimo delle ultime stagioni è stato aggiunto un motore in grado di duellare coi V4 di Honda, Ducati e KTM. È comunque doveroso ricordare che Mir in Austria era avviato al trionfo, prima della bandiera rossa.

Il leader iridato

Altro paradosso: è il leader del mondiale, Andrea Dovizioso, ad essere più in difficoltà. Il problema principale sono le gomme, che poi generano difficoltà in frenata e in ingresso in curva. Domenica si correrà al Montmelò, l’asfalto avrà meno grip rispetto a Misano ed è quindi plausibile che il “Dovi” perda la testa della classifica.

Difficoltà diverse per la Yamaha, che pure è stata capace di portare a casa 4 vittorie (il solo Rossi, nono con 58 punti, non è riuscito a vincere), portando Morbidelli al quinto posto a -20 dalla vetta: se dal punto di vista della trazione e del consumo gomme c’è stato un netto miglioramento rispetto alla scorsa stagione, la sofferenza su piste caratterizzate da lunghi rettilinei, e quindi con necessità di avere frenata e accelerazione al top, è enorme.

L’outsider tra gli outsider? È probabilmente Takaaki Nakagami: il giapponese è settimo nella generale ed è l’unico, assieme proprio a Dovizioso, ad aver chiuso sempre a punti nelle prime sette gare. Chissà che possa essere proprio questo il segreto per portare a casa il Mondiale più pazzo di sempre…