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9 Agosto 1866: il telegramma di Garibaldi e il suo ‘Obbedisco’ che ha fatto la storia

 

ACCADDE OGGI - Un episodio della nostra indipendenza che è finito nei libri di storia

ilmamilio.it

Terza guerra di Indipendenza Italiana. Già con la battaglia di Bezzecca, il generale Garibaldi aveva dato prova di comandare uno dei pochi corpi che nella guerra in corso dimostrava capacità non solo di tenere testa al nemico, ma addirittura di avanzare e conquistare territorio prezioso ai fini della guerra.

Quella vittoria, però, non fu sufficiente a mutare le sorti di uno scontro sul campo che stava vedendo gli austriaci prevalere sulle armate dei Savoia. A Custoza l'esercito italiano subì una storica sconfitta, seguita successivamente da quella avvenuta per mare, a Lissa. L'Italia, alleata della Prussia, vinse comunque la guerra, ottenendo il Veneto.

E’ in questo contesto storico che finisce negli annali della storia il contenuto del telegramma scritto da Giuseppe Garibaldi, allora capo del corpo dei volontari Cacciatori delle Alpi, il 9 agosto 1866, in risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli aveva intimato di fermare la sua inarrestabile avanzata verso Trento contro gli austriaci  per via degli accordi d’armistizio.

"Ho ricevuto il dispaccio n. 1073. Obbedisco. G. Garibaldi", è il testo completo del telegramma, il cui originale è conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato.

La trascrizione che La Marmora riportò al Re, conservata fino al 1993 presso Casa Savoia, fu consegnata all'Archivio di Stato di Torino.