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CRIAAC: "Miracolo a Ciampino: solo in questo scalo Ryanair non ha bisogno dell'aiutino delle casse pubbliche?"

CIAMPINO (attualità) - Il Comitato torna all'attacco

ilmamilio.it - comunicato stampa

A Bari, Brindisi, Trapani, Cagliari, Olbia, Alghero, Pisa, Verona e persino a Bergamo, diventato con Ryanair il quarto scalo italiano, la compagnia irlandese avrebbe ricevuto, attraverso ingegnosi espedienti che li renderebbero legali, ingentissimi contributi pubblici per compensare le basse tariffe che gli consentono di sbaragliare la concorrenza e far funzionare la sua "macchina da soldi".

Si tratterebbe complessivamente di un'enorme quantità di denaro. Secondo le stime comparse sui media, si andrebbe da molte decine di milioni di euro fino a 800 milioni di euro complessivi, erogati negli ultimi anni, a spese delle casse pubbliche, da Regioni e Comuni coinvolti nelle gestioni aeroportuali.

Queste ultime stime, provenienti dai parlamentari Cinque Stelle della commissione trasporti, ci parlano di una compagnia che opera con un progetto industriale dove i contributi pubblici sono un cardine fondamentale e irrinunciabile. 

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E Ciampino? Come mai di Ciampino non si parla? Forse a Ciampino, nono aeroporto italiano e Aeroporto di Stato, oltre che una delle principali basi Ryanair, la compagnia irlandese può fare a meno di questi contributi vitali per la sua sopravvivenza nelle altre località?

Anche a Bergamo, principale base di Ryanair in Italia, sarebbero stati necessari decine di milioni provenienti dalle casse pubbliche per sostenere la compagnia irlandese. Mentre a Ciampino, dove il traffico aereo senza regole genera gravissimi problemi ambientali e rischi per la salute dei cittadini, tutti certificati da sistematici rapporti delle Agenzie regionali, Ryanair riuscirebbe a fare a meno dei contributi?  

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Ci sono due possibili risposte a queste domande: la prima è che l'assenza di contributi a Ciampino dimostrerebbe che in realtà il "sistema" Ryanair potrebbe fare a meno dei soldi pubblici, e allora pesantissime contestazioni dovrebbero essere fatte a chi in altri aeroporti li ha concessi. L'altra risposta è che anche a Ciampino la compagnia irlandese usufruisce dei soldi pubblici, come altrove, ma un muro di silenzio e omertà impedirebbe ai cittadini di esserne informati.

In ambedue i casi è ora che i contribuenti sappiano come stanno le cose nell'aeroporto di Stato. Da troppo tempo le istituzioni nazionali e comunitarie e le loro autority, che dovrebbero vigilare e far rispettare le regole, non sentono, non vedono e non parlano.

Se si vuole finanziare il trasporto aereo lo si deve fare alla luce del sole, con obiettivi verificabili dai cittadini, rispettando la legge e i diritti dei cittadini, diritti che a Ciampino non sono rispettati. 

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