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Grottaferrata: nuove commissioni consiliari, Garavini e Pavani vanno in Prefettura

GROTTAFERRATA (politica) - Due esposti presantati dai consiglieri comunali

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Nei giorni scorsi a Grottaferrata è tornata in auge la questione relativa alla legittimità delle commissioni consiliari permanenti per opera di Massimo Garavini (Faro) e di Veronica Pavani (Altri orizzonti), autori di due differenti esposti inviati contestualmente in Prefettura e aventi ad oggetto la richiesta urgente di verifica della legittimità delle procedure che hanno portato al rinnovo delle commissioni e successivamente alla elezione dei nuovi presidenti.

Garavini ha confermato il giudizio di illegittimità delle ricostituite commissioni comprese le successive riunioni di tali organi convocate e svoltesi, a suo giudizio, in assenza di adeguata pubblicità in violazione dell'articolo 9 del Consiglio Comunale.

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Il consigliere, dunque, ritiene che la costituzione delle nuove commissioni e le decisioni in esse assunte siano illegittime stanti le mancate dimissioni di alcuni componenti delle commissioni precedentemente e regolarmente costituite all'inizio del mandato elettorale.

Veronica Pavani nella sua nota ha sottolineato il fatto che le riunioni delle commissioni svolte dal loro rinnovo ad oggi siano irregolari in quanto non è stata data adeguata pubblicità, non consentendo al pubblico di assistere (probabilmente per ragioni legate alla emergenza covid) e al contempo non garantendo la diretta streaming come invece avvenuto per il Consiglio comunale.

Questi aspetti, quindi, farebbero pensare all'assenza dell'imprescindibile requisito di pubblicità delle singole convocazioni sancito dai regolamenti vigenti (tra l'altro sul sito del comune le convocazioni delle commissioni ed i rispettivi atti compaiono con notevole ritardo).

Vedremo cosa risponderà la Prefettura; tuttavia, qualora fosse confermata l'ipotesi della irregolarità delle riunioni svolte per assenza di pubblicità, allora anche l'elezione dei nuovi presidenti e gli atti esaminati in tali organi sarebbero da ritenersi illegittimi con tutte le conseguenze del caso.

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Ivi compreso, dunque, il possibile rischio, che ovviamente la redazione non augura ai cittadini di Grottaferrata, di un cortocircuito istituzionale dagli effetti imprevedibili, considerando che questo eventuale "pasticcio" amministrativo si genererebbe proprio al ridosso del rendiconto di bilancio.. Siamo davvero alle porte di una nuova stasi amministrativo-burocratica? Staremo a vedere.

Per dovere di cronaca non possiamo non ricordare che le 6 commissioni permanenti sono state azzerate e i membri rinominati ex novo dal Consiglio comunale del 6 giugno scorso, probabilmente su diktat del sindaco Re, mediante l'approvazione di una delibera, fin da subito fortemente criticata dal consigliere Garavini per motivi giuridici oltre che politici.

Il consigliere del Faro che ricopriva il ruolo di presidente della commissione Bilancio, pur non avendo mai rinunciato all'incarico, è stato di fatto "estromesso" dalla commissione ed "esautorato" dalle sue specifiche funzioni di presidente. Quali siano le ragioni di un pasticcio istituzionale del genere è facilmente intuibile.

Come abbiamo avuto modo di vedere in questi anni di amministrazione Andreotti le figure scomode vengono frequentemente allontanate (come nel caso dell'ex assessore Di Bernardo) o messe nelle condizioni di andarsene (vedi dimissioni dell'altra ex assessora, Francesca Rocci e della Pavani ex presidente della commissione Cultura). Una specie di "regno", dove la democrazia è da considerarsi "sospesa" e dove fare critica ed opposizione non è considerato possibile dal demokratico sindaco-re.

 

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Questo incantesimo potrà essere spezzato? Quale sarà l'orientamento dei cittadini di Grottaferrata? Chi vivrà vedrà...

Intanto, purtroppo, nella cittadina criptense hanno la meglio i luoghi dell'abbandono ed il degrado è sempre più dilagante. Rispetto a questa situazione sarebbe interessante conoscere il pensiero del "sindaco ombra" e quello del consigliere "plenipotenziario"... Cocco che dice? E Vergati che fa?

 

Commenti   

0 #2 nebisinidem 2020-07-10 17:46
a Grottaferrata non si applica!
Secondo ilmamilio sarebbe una triade (3 persone) a tenere in scacco Grottaferrata
Non siamo d'accordo
Di capo ce ne e' uno solo, non e' il cinico17, che ha dimostrato di possedere l'insieme dei 3 tratti comportamentali tipici della triade oscura
Narcisismo pOLITICO
Machiavellismo pOLITICO
Psicopatia in pOLITICA
Con le quali, freddamente, riesce a circondarsi di un gruppetto (2) di "privilegiati" per soddisfare il disperato bisogno di lusinghe essendo incapace di accettate critiche e/o dissenso
Come per la lega, c'e' il capitano che sta sempre in primo piano, fa comizi e dichiarazioni. Parla tanto :eek:
Tutti chiedono al capitano che poi li manda dal VICE = capo de facto
Il quale poi dira' di sentire il capitano per la risposta finale
Anche ilmamilio sa che il capitano non decide niente se il capo non dice Si
Secondo voi chi comanda nella lega e a Grottaferrata?
Citazione
0 #1 whistleblower 2020-07-10 14:34
altri soffiatori di fischietti dopo 2 anni e mezzo di convivenza con il cinico17 sono giunti alle carte bollate
In attesa della sentenza, le domande sorgono spontanee:
avete fatto le domande giuste?
le domande a risposta "chiusa"?
Quando si intraprende la via giudiziaria, bisogna essere padroni della domanda giusta, altrimenti la risposta non potrà essere quella giusta :eek:
Nel 2008 con le "giuste" domande
Cittadini&già Cittadini prestati alla POLITICA, portarono il TAR del Lazio a annullare tutti gli atti relativi al PRG :eek: Una sentenza arrivata nel 2010 che oltre ad annullare tutti gli atti per "conflitti di interessi personali " e imputandogli anche il DOLO
Secondo D'Avigo è un un'errore aspettare le sentenze. Di fronte a illegalità e palesi soprusi, la sentenza è una perdita di tempo
A cosa serve una "presidenta" del consiglio e/o un/una segretario che hanno consentito procedure pOLITICAMENTE artate ?
Citazione