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Crisi bar e ristoranti: fatturati dimezzati per 1 su 3 per smartworking e crollo turismo. L’allarme di Confesercenti

 

crisibar.mamilio.jpgROMA (cronaca) - La Fase tra troppi dubbi e incertezze

ilmamilio.it

Il crollo del turismo e altri fattori collaterali travolgono bar e ristoranti: gli 11 milioni di turisti che mancano all'appello e l'1,6 milioni di lavoratori da 'casa', 500mila solo a Roma, fa crollare il fatturato delle attività: un’impresa su tre registra un calo di oltre la metà del fatturato, e il 21,8%, oltre due attività su dieci, temono la chiusura.

Se la situazione dovesse continuare, l’87,5% delle imprese valuterà di ridurre i dipendenti definitivamente. È quanto emerge da un sondaggio condotto tra circa 300 imprese associate a Fiepet, la federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confesercenti.

Lo svuotamento delle città, d'altra parte, annotano ancora Fieper e Conesercenti, è allarmante: mancheranno all’appello almeno 1,6 milioni di dipendenti pubblici in smartworking. Un fenomeno evidente soprattutto nelle grandi città.

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La situazione è critica, il periodo di cassa integrazione sta per finire. La proposta che arriva da Confesercenti è di estendere anche alle attività di somministrazione gli sgravi contributivi già previsti per il turismo agli imprenditori che riassumono i dipendenti in cassa integrazione. Così si sostiene chi riapre e lo Stato avrà meno persone in cassa integrazione. 

Il lavoro agile è una rivoluzione che avrà un impatto duraturo sui lavoratori, sulle città e sulla struttura stessa dell’economia, e deve essere gestita, in modo tale da creare quegli equilibri che consentano la ripresa di tutti.

 

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