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L'effetto Covid nei numeri della Caritas: "In 3 mesi 450mila richieste di aiuto, il 34% da nuovi poveri"

povertàcovid.mamilo.jpgROMA (attualità) - Il dramma di tantissime famiglie nel report

ilmamilio.it

L'effetto Covid ha impoverito moltissime nuove famiglie. Caritas ha assistito nei mesi più difficili della pandemia, da marzo a maggio, quasi 450.000 persone, di cui il 61,6% italiane. Di queste il 34% sono “nuovi poveri”, cioè persone che per la prima volta si sono rivolte alla Caritas. Questo si evince dai numeri del report.

“Rispetto alla situazione ordinaria, nell’attuale fase il 95,9% delle Caritas partecipanti al monitoraggio segnala un aumento dei problemi legati alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, mentre difficoltà nel pagamento di affitto o mutuo, disagio psicologico-relazionale, difficoltà scolastiche, solitudine, depressione, rinuncia/rinvio di cure e assistenza sanitaria sono problemi evidenziati da oltre la metà delle Caritas”: è quanto emerso da un nuovo sondaggio Caritas, legato all’emergenza coronavirus, tra le sue strutture diocesane. 

I volontari - si sottolinea - non hanno mai smesso di operare, neanche nei giorni più difficili della pandemia. “Tra operatori e volontari sono stati 179 quelli positivi al Covid-19, di cui 95 ricoverati e 20 purtroppo deceduti”.

“Durante la pandemia, di fronte alle sfide drammatiche e nonostante le forti criticità, Caritas Italiana e tutte le Caritas diocesane hanno continuato a restare accanto agli ultimi, sia pure in forme spesso nuove e adattate alle necessità contingenti”, sottolinea un comunicato che rende noti i risultati della seconda rilevazione nazionale (legata all’emergenza coronavirus) condotta dal 3 al 23 giugno. I dati raccolti si riferiscono a 169 Caritas diocesane, pari al 77,5% del totale.

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“Piccoli segnali positivi arrivano dal 28,4% delle Caritas che, dopo il forte incremento dello scorso monitoraggio, con la fine del lockdown hanno registrato un calo delle domande di aiuto”, riferisce ancora Caritas Italiana.

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“Complessivamente, grazie al fiorire di iniziative di solidarietà e al contributo che la Conferenza Episcopale Italiana ha messo a disposizione dai fondi dell’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, i servizi forniti - conclude Caritas - sono stati molteplici: dispositivi di protezione individuale/fornitura igienizzanti, pasti da asporto/consegne a domicilio, servizi di ascolto e accompagnamento telefonico, acquisto farmaci e prodotti sanitari, ascolti in presenza su appuntamento, supporto/orientamento rispetto alle misure messe in atto dalle amministrazioni/governo, assistenza domiciliare, attività di sostegno per nomadi, giostrai e circensi, servizi di supporto psicologico, rimodulazione dei servizi per senza dimora, accompagnamento alla dimensione del lutto, sportelli medici telefonici, aiuto per lo studio/doposcuola, alloggio per quarantena/isolamento, presenza in ospedale/Rsa, accoglienza infermieri e medici”.