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Rocca di Papa: Mdp+Boccia+Petrolati, scatta l'operazione Elisa Pucci candidata sindaca. Una vera garanzia di tenuta per Crestini

ROCCA DI PAPA (politica) - L'ex delegato alle Antenne è la chiave di volta di un gruppone a guida Mdp che ha disperato bisogno di facce nuove per ripulire polveri e "scheletri". Della partita anche Calcagni e Lorenzo Romei

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Potrebbe essere l'ultimo capolavoro di Bruno Petrolati solo che, considerato l'ambiente nel quale l'ex assessore all'Ambiente sta "lavorando", potrebbe essere il più difficile. Più difficile finanche dell'operazione "distruggi Boccia" lanciata, con innegabile successo, nel sostegno vittorioso all'attuale sindaco Emanuele Crestini. Un Crestini che Petrolati ha mollato dopo appena 9 mesi di amministrazione (LEGGI l'articolo del 10 marzo) per abbracciare poi, a stretto giro, la fede dell'Articolo 1 Mdp dove, guarda un po', Petrolati ha ritrovato niente meno che lui. Pasquale Boccia.

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Un corto circuito nel quale l'ex cittadino delegato alle Antenne di Crestini si muove a suo completo agio, supportato dal gruppo dirigente dell'Mdp locale - tra cui, oltre a Maurizio Querini, figura il vecchio amico Carlo Ponzo - col comune interesse di inquadrare il nome buono da lanciare sulla scena. Un nome già identificato nella capogruppo Mdp Elisa Pucci, volto considerato a buon diritto sufficientemente nuovo per nascondere sotto al tappeto polvere, ruggini e scheletri di tutto quello che il gruppone che vede al proprio interno vecchi amministratori, fuoriusciti del Pd, addirittura giornalisti: il nome giusto per puntare a riportare al palazzo Rosa il vecchio apparato, fatto fuori - con la regia di un infinito Bruno Petrolati (non da solo) - proprio dalla promessa di rivoluzione civica (fallita) incarnata da Emanuele Crestini.

Della partita - che si gioca tra baretti, stanze private e luoghi palesemente pubblici - fanno già parte da oggi Massimiliano Calcagni e probabilmente Lorenzo Romei che però resta con un piede legato al carro di un Simone Lupi, a sua volta non più tanto di moda presso il cerchio magico, sempre più ristretto, del sindaco Crestini.

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Già, Crestini. Il sindaco non se la passa bene in questi giorni per quanto paradossalmente - e non in maniera folle - c'è chi sostiene che la frattura scomposa sancita dalla lettera aperta ai 3 dissidenti che il primo cittadino ha fatto pubblicare sul "suo" giornale (LEGGI l'articolo di ieri) sia in realtà frutto di una ben precisa strategia.

Una strategia dalla quale ieri proprio quelli dell'Mdp hanno tentato di distogliere le attenzioni con un comunicato di un criptico e di un bilivellismo da palati fini (LEGGI l'articolo di ieri): di fatto, il sindaco sa bene che al momento la sua migliore protezione, garanzia di tenuta (non di governo, però) è rappresentata proprio dalle varie anime che compongono il gruppone Mdp-Petrolati-Calcagni, zeppo di tutte quelle anime identificate nel giugno 2016 come il "vecchio". Insomma: fino a quando dall'altra parte ci sono #quellicheceranoprima, Crestini può quasi dormire sonni tranquilli perché proprio quel gruppone ha tra i banchi dell'opposizione esponenti non disposti a supportarne la scalata.

Se dunque il nome di Elisa Pucci rappresenta il fine tentativo di rigenerare la vecchia classe dirigente, in Aula ci sono anche quelli che - come ad esempio Ottavio Atripaldi e l'immobile Marika Sciamplicotti (nel 2016 perdente e identificata anche lei come il "vecchio" seppur fatta fuori proprio da molti che ora stanno nel "gruppone", Petrolati in testa).

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Tutto questo Emanuele Crestini deve averlo capito bene e il frettoloso tentativo di screditare - anche sul piano personale - Massimiliano Calcagni rientra proprio nella logica (conti alla mano...) di dimostrare l'accordo tra il presidente del Consiglio e l'asse ormai solidissimo Mdp-Petrolati. Un asse per il quale l'operazione Elisa Pucci candidata sindaca deve essere fatta in fretta e portata a termine nei prossimi mesi. Senza dimenticare il "problema Boccia", che prima o poi dovrà essere affrontato all'interno dell'Mdp. E Crestini sa bene che i prossimi mesi, pur senza poter governare la città, saranno decisivi.