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Parco della Romanina, il VII Municipio ricorda la Strage di Capaci e celebra la Giornata della Legalità

ROMA (attualità) - Un omaggio a tutte le vittime della mafia

ilmamilio.it

Un omaggio a tutte le vittime della mafia. Un modo per tenere viva la memoria e mandare un messaggio forte alle nuove generazioni. La 'comunita' educante diffusa' del VII Municipio si e' ritrovata oggi al Parco della Romanina per celebrare l'anniversario del 23 maggio, seppure in forma ridotta per via delle restrizioni imposte dall'emergenza Covid.


"È doveroso oggi onorare i giudici Giovanni Falcone, con la moglie Francesca Morvillo, e Paolo Borsellino, oltre agli uomini e alla donna della scorta che persero la vita nella lotta alla mafia- ha detto Elena De Santis, assessora alla Scuola e Cultura del VII Municipio- il loro sacrificio deve ricordarci che alla base di una societa' libera dalla criminalita' organizzata c'e' una rete sociale forte, vitale e attenta ai bisogni di tutte e tutti. Come quella che proviamo a costruire ogni giorno nel nostro territorio a partire dalle giovani e giovanissime generazioni. Oggi siamo qui perche' il distanziamento fisico non puo' diventare distanziamento sociale, vogliamo che la nostra comunita' rimanga unita, concorde e continui a far crescere questi semi di giustizia".

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L'incontro si e' tenuto in un luogo simbolo della lotta alla criminalita' organizzata, il 'giardino della giustizia', dove e' stata piantata una quercia per ogni magistrato ucciso dalla mafia. Durante la mattinata, trasmessa in diretta Facebook, l'artista Sabrina Ventrella ha donato al Municipio la sua opera 'Il tricolore della legalita'' in memoria delle vittime di mafia. Poi Cecilia Panichelli, insegnante della Scuola di musica 'Ponte Linari', ha cantato il brano 'A bocca chiusa' di Daniele Silvestri, mentre intorno a lei, rispettando la distanza fisica imposta dall'emergenza Covid, i rappresentanti della 'comunita' educante diffusa' del VII Municipio traducevano il testo nella lingua dei segni (Lis) con la direzione dell'interprete Sabrina Gabrieli.


L'evento si e' concluso con un monologo dello scrittore e attore Ascanio Celestini: la favola ambientata nel 'Piccolo Paese' in cui il ministero dell'Istruzione aveva soppresso tutte le materie tranne 'la fila indiana'. Una metafora dell'importanza della scuola come luogo di crescita collettiva, palestra di uguaglianza e lotta alle discriminazioni. (DIRE)

 

 

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