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Genzano, il candidato sindaco Carlo Zoccolotti: “La politica deve darsi da fare per le esigenze della popolazione”

GENZANO (politica) - Emergenza sanitaria, crisi economica e campagna elettorale: il punto di vista a 360 gradi del candidato sindaco Carlo Zoccolotti

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Superata la fase acuta dell’emergenza Coronavirus, si prova a tornare alla normalità seppur con tantissima prudenza. La quotidianità, a Genzano di Roma, è fatta anche dalla campagna elettorale dalla quale uscirà finalmente un nuovo sindaco per la città. Il Comune è ormai commissariato da oltre un anno dopo il naufragio dell’esperienza amministrativa del sindaco grillino Daniele Lorenzon.

È tornato a dire la sua il candidato del centrosinistra, Carlo Zoccolotti.

A causa dell’emergenza Coronavirus le elezioni comunali sono state rinviate. Quello che sembrava uno sprint di pochi mesi si è rivelato una maratona. Carlo Zoccolotti, candidato a Sindaco per la coalizione di centro-sinistra che va dal Pd a IV, ai Verdi a Genzano Possibile e Democratici in Azione, come stai vivendo questa fase di emergenza?

“Viviamo una situazione di emergenza che da sanitaria si sta trasformando in sociale ed economica. Una coalizione politica e civica già in tempi normali si sarebbe dovuta far carico del rilancio dell’economia e del turismo di questo territorio, ancor più deve darsi da fare adesso lavorando per le molte esigenze della popolazione, alcune inimmaginabili fino a poche settimane fa. Un comune, anche piccolo dovrà essere grande cosa per i propri cittadini. Non si potrà più dire noi per questo o per quello non possiamo molto. Si deve stare al fianco di chi soffre e battersi per alleviarne le sofferenze ogni giorno.”

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Rispetto ad altri candidati, risulti meno visibile, soprattutto sui social media. La tua è una scelta?

“Sì, è una scelta ben ponderata. In questa situazione di emergenza si possono mettere le persone in rete ed essere anelli di una catena. Come hanno fatto in tanti in questa fase penso sia più utile, ma anche più giusto, mettersi a disposizione della collettività, per quello che anche in piccolo si è in grado di fare.”

Quindi, se dovessi dire qual è la ricetta di Carlo Zoccolotti durante l’emergenza, cosa diresti?

“Direi che non c’è una ricetta Zoccolotti, c’è una coalizione che discute, che raccoglie esigenze, che cerca di tradurle in atti pratici. Credo che per dedicarsi alla politica, al bene comune, oggi si deve essere di supporto ma anche pungolo alle Istituzioni. Per questo, finora, abbiamo preferito avanzare proposte che avessero le caratteristiche della fattibilità, scegliendo il canale del dialogo. Un dialogo costruttivo, nonostante le difficoltà derivanti dal non avere un’interfaccia politica. Tra le altre abbiamo proposto - e ottenuto - che la nostra città potesse avvalersi di un supporto psicologico gratuito, in questa fase di grande difficoltà anche emotiva. Abbiamo vigilato sull’erogazione dei buoni pasto per i cittadini in difficoltà, esortato l’Istituzione a mettere in atto le procedure per ottenere la decurtazione degli affitti, chiesto che non venisse sospesa la consegna dei sacchetti della raccolta differenziata, proponendo una modalità di consegna che non metta a rischio la salute dei cittadini, né degli operatori. Chiesto che venisse potenziato il servizio di raccolta a domicilio per gli sfalci. Abbiamo chiesto che venga fatta a seguito della manutenzione del verde una disinfestazione che specie in questa fase assume ancora più importanza per tutelare la salute pubblica. Abbiamo da ultimo sollecitato un intervento sul teatro di Genzano che abbia una duplice valenza ovvero di messa in sicurezza ma anche di tutela del valore di un ingente investimento di denaro pubblico.”

Quindi tante proposte … ma risultati?

“C’è tantissimo da fare ancora e continueremo a spronare l’amministrazione a intraprendere misure urgenti ma è un inizio. Potevamo scegliere anche la strada della critica all’Istituzione, ma in una fase di crisi ed assenza dell’amministrazione locale è fondamentale ottenere risultati. Continueremo a lavorare all’interno della coalizione per essere stimolo fattivo e continuare la discussione sul programma, ripensandolo nel profondo per affrontare gli effetti duraturi della crisi, soprattutto per quanto concerne la crisi produttiva e sociale che rischia di abbattersi sulla nostra città. In questa direzione abbiamo pensato alle persone che non hanno la possibilità di informarsi e ci siamo fatti rete, coinvolgendo associazioni e commercianti per veicolare le informazioni essenziali in questa fase di emergenza.”

proposte per la Fase2?

Sin dalle prime fasi del lockdown avevamo avanzato la necessità di pensare alla liquidità a breve termine di aziende e famiglie e sostenuto la sospensione e lo slittamento di varie tasse locali.

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Alla luce dei ritardi da parte dell’amministrazione centrale nella erogazione dei vari strumenti di sostegno al reddito ed al credito questo tipo di intervento è ancor più importante ed urgente (sebbene, è importante ricordarlo, anche le amministrazioni locali saranno presto in forte difficoltà). Dobbiamo avere chiaro però che nessuna di queste misure potrà da sola riparare ai danni economici legati all’emergenza COVID19 che saranno di lungo periodo. Dobbiamo lavorare per incentivare sul piano regolamentare e fiscale la ristrutturazione di attività esposte agli effetti a lungo termine della crisi, penso alla ristorazione per esempio. Il vantaggio di avere una buona rete ristorativa supera il contributo che la stessa rende in termini fiscali. Come per la rete commerciale, i ristoranti fungono da “ancore” per la nostra comunità supportando il turismo e il quartiere in cui si trovano. Ci vogliono strumenti concreti  che non appesantiscano la normale operatività ma valorizzino i processi dei pubblici esercizi per intercettare le mutate esigenze della clientela.

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Cosa possiamo imparare dalle ultime settimane?

Le difficoltà incontrate nell’implementare servizi a distanza per scuole ed aziende segnala il divario digitale ancora presente e come questo amplifichi anche disparità sociali. Strumenti come app., tablet e schermi touch, metodi di pagamento contact-less, ecc. devono diventare armi a difesa delle nostre attività, per valorizzarle commercialmente, per pubblicizzare in modo efficace il nostro territorio ed i suoi beni culturali ed archeologici, per snellire e velocizzare le procedure amministrative per imprese e privati. Il nostro comparto commerciale ha reagito alla crisi sperimentando metodi alternativi e sta già guardando al futuro. Facciamolo insieme e non torniamo più indietro. Abbiamo un motivo in più per ripensare completamente il nostro marketing territoriale e rilanciare lo sviluppo locale.

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Su quali risorse puntare?

Occorre ridare al nostro Comune una vocazione che sia una ragione vera per visitarlo, consumare e viverlo da parte in primo luogo dei milioni di romani che per un lungo periodo guarderanno alla gita fuori porta con rinnovato interesse. Abbiamo poco tempo per tornare ad abituarli efficacemente ai nostri luoghi. Il futuro delle nostre zone si gioca sulla capacità di dare risposte alla domanda sempre crescente e ora ancora di più, di servizi all’aperto, in sicurezza e salubrità. Una occasione unica e irripetibile per tornare ad investire efficacemente sul nostro territorio.

Da dove ripartire?

Dalle generazioni più giovani. Per le problematiche che ci portiamo dal passato rischiano di pagare un prezzo molto alto nel lungo periodo in termini lavorativi e di tutele di welfare ma hanno le risorse per affrontare le sfide di questa epoca e devono essere una leva della ripartenza. Per compensare la chiusura di attività nei prossimi mesi, rilanciare il comparto commerciale e contenere il potenziale danno occupazionale e fiscale dobbiamo incentivare subito la creazione di nuove realtà imprenditoriali, specie giovanili. A livello comunale è importante stimolare e seguire questo processo attivando sportelli tematici con personale addetto all’assistenza a coloro che oggi rischiano per produrre e creare lavoro.